La manifestazione
Strage, tutte le responsabilità di Moretti
Il Procuratore capo, Aldo Cicala: lo statuto di Fs prevede un amministratore delegato della holding che fa tutto
VIAREGGIO. Dieci minuti: tanto basta ad Aldo Cicala, Procuratore capo a Lucca, per dire chiaro e netto che e l’imputato Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, non può sfuggire alle responsabilità che i capi di imputazione mettono a suo carico. Basta guardare lo statuto di Fs, è la traccia lungo la quale si sviluppa l’argomentare di Cicala: «Si ricava che l’amministratore delegato della holding è uno che fa tutto. Eventualmente insieme agli amministratori delle società del Gruppo». E per supportare il fatto che «l’amministratore delegato di Fs è colui che in prima persona fa tutto», Cicala cita l’ultimo degli esempi: il licenziamento di Riccardo Antonini. Che è sì dipendente di Rete ferroviaria italiana, ma - al momento di portare davanti al giudice del lavoro l’ipotesi di intesa - «la stessa viene firmata da Mauro Moretti».
Un amministratore di Gruppo tuttofacente, un incidente probatorio «che non ha logica», una sicurezza piegata all’interesse economico: Aldo Cicala ed i sostituti Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino rivoltano le argomentazioni dei difensori dei 33 imputati. Incassando i complimenti dei familiari delle vittime che si dichiarano «fieri di questa Procura», degli avvocati di parte civile, del sindaco Leonardo Betti (in aula anche il vice sindaco Gloria Puccetti ed il presidente della Provincia, Stefano Baccelli) che dichiara: «Ascoltando gli interventi della Procura ho finalmente visto un po’ di luce negli occhi dei familiari delle vittime».
Un tema, quello del ruolo dell’amministratore della holding, ripreso anche dall’avvocato Gabriele Dalle Luche, che assiste gli Rls di Ferrovie costituiti parte civile. In aula Dalle Luche ha portato una corposa rassegna stampa: «Moretti ha perfino progettato un treno per intero. Senza contare gli interventi nelle gare d’appalto di Trenitalia o le trattative condotte in materia di trasporto regionale».
Ma il sistema organizzativo di Ferrovie - sottolinea la replica dell’avvocato Riccardo Carloni - nonostante tutti questi indicatori di responsabilità è costruito, in realtà, nell’ottica della totale deresponsabilizzazione: «In piazza della Croce rossa a Roma (la sede di Ferrovie, ndr) c’è la più alta concentrazione di datori di lavoro in Italia: ben 160. Ed i vertici hanno fatto sì da non essere responsabili neppure delle segretarie. È una vergogna! E la mancanza della valutazione generale del rischio del trasporto delle merci pericolose è dovuta proprio a questo: alla deresponsabilizzazione». Messa in atto in maniera che si potrebbe definire “scientifica”.
L’udienza continua oggi: la parola ancora agli avvocati di parte civile. Con l’attesa replica dell’avvocato del Comune, Graziano Maffei, che sarà l’ultimo a parlare. Una scelta che ha un forte valore simbolico.
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