I pazienti terminali trasferiti al San Camillo
Nuovo trasloco per l’hospice oncologico, che lascia la sede del Tabarracci L’Asp: non potevamo più sostenere il servizio. L’Asl: è la decisione più giusta
VIAREGGIO. Dal 1º settembre i pazienti terminali verranno accolti nella clinica San Camillo di Forte dei Marmi. Lo ha deciso l’Asl, che ha dato il via libera al secondo trasferimento dell’hospice oncologico versiliese in meno di un anno. Il servizio, infatti, lascerà la residenza per anziani all’ex Tabarracci, dove si era spostato nel settembre scorso dopo l’addio alla sede storica del Contesso a Nocchi.
Il motivo, spiegano l’Asl e l’Azienda speciale pluriservizi di Viareggio che gestisce la casa di cura all’ex ospedale, è l’impossibilità di portare avanti la convenzione. «L’hospice - afferma il direttore di Asp Marco Franciosi - era per noi una rimessa continua: non riuscivamo a coprire il costo del servizio con la retta garantita dal sistema sanitario regionale». Da qui la richiesta fatta al direttore generale dell’Asl Brunero Baldacchini di individuare un’altra sistemazione per gli otto posti letto, completamente gratuiti per i pazienti, che la Regione ha previsto in Versilia. E la scelta è caduta sul San Camillo. Che peraltro già nel 2006, quando si parlava di aprire l’hospice, era stato valutato come possibile sede del servizio. «Il trasferimento - afferma il dg Baldacchini - avverrà senza alcun tipo di ricaduta né economica, visto che non si parla assolutamente di risparmi, né psicologica per i pazienti e le famiglie. Anzi, l’accordo con il San Camillo è su un miglioramento della qualità, sia per quanto riguarda le cure che le attività».
La storia recente dell’hospice, che accoglie pazienti allo stadio terminale e quindi prevede tutta una serie di cure e trattamenti specifici, è piuttosto travagliata. Dal 2007, anno di apertura, la sede individuata dall’Asl era la Villa Il Contesso a Nocchi, nel Camaiorese. Un anno e mezzo fa, però, alcuni problemi gestionali sorti nella struttura hanno spinto l’azienda sanitaria a ritirare la convenzione. Una decisione che, peraltro, ha causato non pochi problemi visto che era necessario individuare in fretta una sede sostitutiva. Visto che all’ex ospedale Tabarracci era in via di apertura una residenza per anziani, si è optato per quella struttura. Decisione che, però, non sembra essersi rivelata adeguata visto che dopo meno di un anno l’Asl è stata costretta a un nuovo trasferimento. Non a caso i sanitari si augurano che «quella del San Camillo sia la sede definitiva».
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