Attenzione
Addio allo scultore Sangregorio
Legato alla famiglia dello stilista Rebecchi aveva lavorato a lungo a Viareggio
VIAREGGIO. Si è spento ieri, in una clinica di Ispra (Varese) dove era ricoverato, il Maestro scultore Giancarlo Sangregorio.
L’artista aveva 88 anni ed era fratello di Maria Rosa Sangreogorio e zio di Malita e Massimo Rebecchi e di Marco e Angela Gagnesi. È stato uno dei protagonisti della vita culturale di Viareggio e Pietrasanta, territorio al quale è stato legato non solo lavorativamente ma anche affettivamente.
Giancarlo Sangregorio è stato una figura di spicco nel panorama scultoreo della seconda metà del nostro Novecento. Nato a Milano nel 1925 comincia a scolpire la pietra da autodidatta. Terminati gli studi classici, frequenta i corsi di scultura all'Accademia di Brera a Milano sotto la guida di un illustre maestro, Marino Marini. Di quel periodo sono le sue prime importanti mostre di gruppo nelle principali città italiane. Dal 1950 al 1958 soggiorna sovente in Versilia: lavora il marmo delle Apuane e modella figure e ceramiche nelle fornaci di Viareggio. Intraprende lunghi viaggi all'estero, in particolare a Parigi, dove ha uno studio. Intensifica i viaggi di formazione e contatto con artisti e gallerie in diverse nazioni, segue con interesse le proposte dell'arte informale, ma non è collocabile nel clima del momento e si distingue dagli artisti cresciuti con lui non accettando mai regole e mode solo per assecondare le aspettative della critica. E' del 1952 la sua prima personale a Milano.
Da allora è presente alle più significative manifestazioni d'arte internazionali.
Ha esposto in Francia, ex-Jugoslavia, Germania, Israele, Belgio, Svizzera, Svezia, Stati Uniti, Messico, Argentina e in Italia nelle maggiori città d’arte.
La cerimonia funebre oggi alle 15 nell’Abbazia di San Donato a Sesto Calende (varese) dove l’artista risiedeva.
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