Attenzione
Sgarbi scalda gli animi e parla di sfregio
Il critico arriva all’ultimo minuto da Forte e sputa veleno: «Intaccata l’armonia di tutta la piazza»
PIETRASANTA. Uno sfregio. E una forzatura inconcepibile”. Vittorio Sgarbi, dell’inaugurazione mattutina della lunetta di Mitoraj, non sapeva niente, “ pensavo, dietro errata indicazione, che fosse fissata per il 7 agosto. Mi sono recato a Forte dei Marmi – dice - a trovare un’amica e quando ho saputo del vernissage sono venuto a vedere il tutto». Ma il suo pensiero avverso alla collocazione dell’opera nella facciata di S.Agostino, è cosa nota. «Si doveva evitare di mettere una scultura moderna all’interno di una chiesa antica, quale è il S.Agostino. L’opera di Mitoraj intacca l’armonia di tutta piazza Duomo, che ha un suo equilibrio magico, di tanto in tanto intaccato da mostre che hanno un solo pregio: durano poco». E’ uno Sgarbi in versione rilassata ed ironica quello che incontriamo nel centro storico in compagnia dei diversi referenti del Comitato La Piazza. «Della lunetta ho parlato con il Ministro Bray due giorni fa». E cosa le ha detto? « Ha condiviso le mie stesse perplessità, ma mi ha detto che non ha potere, in questo contesto, rimandando il tutto a Isabella Lapi Ballerini – direttore generale per i beni culturali della Toscana – che, a sua volta, ha proposto tutta una serie di eccezioni, ma che, a quanto pare, ha dovuto prendere atto di altri pareri. Studierò le carte: per quanto mi riguarda la questione è tutt’altro che chiusa». Perché parla di sfregio? «Ma perché questa lunetta niente ha a che vedere con piazza Duomo: è un elemento estraneo che, al massimo, in quella facciata, poteva starci per qualche mese, non per sempre. C’è un’invadenza architettonica inaccettabile. C’è stata una violazione». Il sindaco Domenico Lombardi replica, ad ogni obiezione, dicendo che ha seguito tutti i passaggi dovuti, di legge ed istituzionali. « Non conosco questo sindaco, ma posso dire che ha peccato di presunzione e superbia. La sua è stata una forma di abuso». Sgarbi, qualcuno l’accuserà di essere nemico degli artisti: anni fa se la prese con un’opera di Vangi, oggi con quella di Mitoraj. E’ così? «Ma io sono tutt’altro che nemico degli artisti. Conosco bene Vangi e Mitoraj: in questo caso non è in discussione il loro ruolo di artisti, ma la collocazione delle opere che hanno realizzato: sia per Vangi, a Pisa, che per Mitoraj, a Pietrasanta, sono state fatte delle forzature».
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