Sicurezza
Non si possono pescare le arselle ma nessuno lo sa
Raccolta vietata da giorni ma il Comune avverte solo ieri Il sindaco avvia una verifica interna: «Non succederà più»
VIAREGGIO. Vietato pescare le arselle da metà Passeggiata fino al confine con Lido. Lo ha imposto l’Asl più di una settimana fa, dopo un controllo di routine su un campione di molluschi prelevato nella zona della Terrazza. Controllo che ha evidenziato la presenza di colibatteri fecali, traccia evidente di escrementi umani. E la colpa, manco a dirlo, è degli scarichi abusivi di liquami nella Fossa dell’Abate.
Si temono rischi per la salute. Il Comune, però, ha avvisato solo ieri i cittadini del provvedimento. E così chi, in questi giorni, si è divertito a “fare arselle”, come si dice, per poi mangiarsele in uno spaghetto o in un antipasto è preoccupato: «Temiamo per la nostra salute, nessuno ci ha detto che non potevamo pescare le telline». Per fortuna i pescatori delle cooperative e i professionisti - è bene precisarlo - hanno già ricevuto direttamente dall’Asl la comunicazione del provvedimento.
Il caso. L’Asl invia la comunicazione del divieto di pesca delle arselle il 25 giugno scorso. La responsabile del Dipartimento di prevenzione, Ida Aragona, spiega che le analisi su un campione di telline prelevato il giorno prima hanno mostrato un superamento fino a quattro volte del limite consentito di escherichia coli. Non è difficile capire il perché, purtroppo: la Fossa dell’Abate, con i suoi scarichi di liquami, colpisce ancora. Per questo motivo l’Asl «vieta temporaneamente la raccolta, la commercializzazione e l’immissione al consumo umano di telline» provenienti dalla zona di campionamento fino al confine con Lido. La nota viene inviata a tutti gli enti e ai pescatori di professione, perché confermino di non aver raccolto e commercializzato il prodotto da quel giorno in poi, oppure garantiscano il ritiro dell’eventuale pescato.
I ritardi negli uffici. La nota arriva a Comune, Capitaneria di porto e agli organi di polizia che devono far rispettare l’obbligo. Ma il Comune, come detto, ha avvisato solo ieri i cittadini. Un ritardo che getta qualche preoccupazione su tutti quei pescatori per passione, che nei giorni precedenti sono andati nella zona interessata dal divieto per raccogliere le arselle (il massimo consentito è di cinque chili). In tanti, quindi, hanno chiesto chiarimenti sia all’Asl che agli uffici comunali su eventuali rischi per la salute. La vicenda ricorda, peraltro, i ritardi già lamentati da albergatori e campeggiatori sulla tassa di soggiorno. In questo caso ci fu un cambiamento dell’applicazione dell’imposta, deciso a inizio giugno, ma comunicato soltanto la sera prima dell’entrata in vigore. E poi è bene non dimenticarsi il pasticcio sulla Tares, la nuova tassa sui rifiuti che è arrivata in ritardo nelle case, e poi non poteva essere pagata in banca o alla posta perché mancavano dei codici. Così il sindaco Leonardo Betti: «Mi scuso con i cittadini, è evidente che ci sono dei passaggi che non funzionano. Avvieremo una verifica interna, cose del genere non devono accadere più».
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