La manifestazione
In nome delle vittime subito più sicurezza
VIAREGGIO. «Oggi più che mai, Viareggio ha bisogno di solidarietà e vicinanza e non di spettacoli vergognosi come quello al quale abbiamo dovuto assistere a Lucca, al processo sulla strage. Dove...
VIAREGGIO. «Oggi più che mai, Viareggio ha bisogno di solidarietà e vicinanza e non di spettacoli vergognosi come quello al quale abbiamo dovuto assistere a Lucca, al processo sulla strage. Dove alcuni avvocati, a nome dei loro clienti, dichiarano delle palesi assurdità che aggiungono dolore a dolore». Così la senatrice Manuela Granaiola (Pd), nell’aula di Palazzo Madama che ha ricordato con un minuto di silenzio la strage ferroviaria del 29 giugno 2009.
Numerosi i senatori che ieri mattina, mentre a Lucca proseguiva l’udienza preliminare al Polo fieristico, sono intervenuti per toccare il tema del quarto anniversario della strage, appena celebrato. «Nell'aula del tribunale di Lucca - ha raccontato Granaiola ai propri colleghi senatori - un avvocato di ferrovie ha appena spiegato che 32 morti bruciati non sono una strage ma una disgrazia. Disgrazie che, ascoltando ancora gli avvocati di ferrovie, si possono ripetere ogni giorno. Perchè - così si argomenta - la rete ferroviaria "non è un biliardo" e ci sono "un'infinità di elementi che possono aprire un carro, sfondare una cisterna"... Questo ascoltano i familiari delle vittime, i feriti, chi piange lutti e distruzione. Ma Viareggio è tornata in piazza sabato notte e si è stretta intorno ai suoi morti e alla richiesta di verità e giustizia che non può non trovare risposta» .
Su questo hanno insistito anche gli altri senatori. E parole molto dure sono arrivate da Lucio Barani (Grandi Autonomie e libertà), originario di Aulla: «Giustizia sarà davvero fatta quando quest’aula - ha detto barani - concretamente chiederà che il “padrone” di Ferrovie, l’amministratore delegato Mauro Moretti, si dimetta perché inadeguato a dirigere le Ferrovie».
Dalla senatrice Stefania Giannini (Scelta civica) è venuta un’amara considerazione: «Chi conosce la zona del disastro ed il tratto di linea ferroviaria che l’attraversa, ha il fondato sospetto che quella tragedia poteva essere evitata».
«Verità e giustizia per la strage di Viareggio», è la richiesta formulata da Alessia Petraglia (Sinistra ecologia e libertà) che si è soffermata sulla vicenda del licenziamento di Riccardo Antonini. «Credo che il migliore contributo che da queste aule parlamentari possa venire alla lotta per la verità dei cittadini di Viareggio è trovare le risorse necessarie a porre fine alla continua precarietà delle reti ferroviarie italiane. Non possiamo pensare di trovare soldi solo per investire in opere faraoniche dell’alta velocità e continuare far viaggiare i pendolari in tratte assurde e le merci troppo ancora su gomma».
Del licenziamento di Riccardo Antonini ha parlato anche la collega Laura Bottici del Movimento Cinque stelle. Che ha parlato di «criminale mentalità che tutela il capitale, lasciando il lavoro privo di sicurezza». Parole forti anche quelle pronunciate dal senatore del Pdl, Antonio D’Alì: «Se Viareggio non ha dimenticato è giusto che non dimentichi l’intero Paese». Soprattutto perché da un Paese civile ci si aspetta qualcosa di più in materia di sicurezza dei trasporti. Ci si aspetta, dopo un disastro del genere, di «avere la certezza che il nostro Paese abbia fatto dei passi avanti, abbia tratto degli insegnamenti, abbia migliorato tutte le procedure della nostra rete dei trasporti e della sicurezza». (d.f.)
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