Il Tirreno

Versilia

Da Viareggio fino al Vaticano Un Montaresi numero 3 dello Ior

di Claudio Vecoli
Da Viareggio fino al Vaticano Un Montaresi numero 3 dello Ior

Giovanni, erede della storica impresa di autonoleggi, chiamato ai vertici dell’istituto pontificio Avrà il delicato compito di rinnovare e moralizzare la “banca di Dio” dopo gli ultimi scandali finanziari

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VIAREGGIO. Da Viareggio ai vertici dello Ior. Passando da New York e dalle principali capitali finanziarie europee. Antonio Montaresi, cinquant'anni, viareggino doc, da lunedì è diventato ufficialmente il braccio destro di Ernst Von Freyberg, presidente e amministratore delegato dello Ior, l'Istituto opere religiose del Vaticano da alcuni mesi finito al centro degli scandali finanziari che hanno investito quella che in molti hanno ribattezzato “la banca di Dio”. Dopo il ciclone giudiziario che ha spazzato via i vecchi vertici, Montaresi è stato scelto proprio per portare avanti quell'opera di pulizia e moralizzazione che papa Francesco sembra aver avviato fin dall'inizio del suo pontificato. E Montaresi - nominato come si legge in una nota ufficiale vaticana «Chief Risk Officer con la responsabilità di compliance e progetti speciali» - sarà, terzo nella scala gerarchica sotto Von Freyberg e il vicepresidente Rolando Marranci, una delle figure di riferimento di questo cambiamento.

Antonio Montaresi, classe 1963, è esponente di una famiglia di imprenditori conosciutissima in città. Quasi un secolo fa, nel 1919, il nonno Antonio aveva infatti fondato in un piccolo garage di via Regia l'azienda di autonoleggio che adesso è diventata un piccolo colosso del settore e che è gestita dalla sorella Cristina e dal genero Alberto Michetti. Figlio primogenito di Bruno, morto nell'agosto di tre anni fa dopo aver tenuto le redini dell'azienda di famiglia per una vita, Antonio Montaresi non si mostra però particolarmente interessato al mondo dell'autonoleggio. Dopo aver frequentato il liceo scientifico “Barsanti e Matteucci” a Viareggio, si laurea brillantemente in economia e commercio all'Università degli studi di Pisa. Anche se per un breve periodo sembra intenzionato ad intraprendere la carriera militare manifestando più volte l'intenzione di iscriversi all'Accademia per ufficiali dei carabinieri a Modena. Subito dopo la laurea, però, arriva la chiamata della Banca nazionale del lavoro. E' proprio nella Bnl che Antonio Montaresi spicca il volo. La sua carriera lo porta a spostarsi ben presto da Viareggio. Gli Stati Uniti sono il paese dove si forma e a cui resterà sempre particolarmente legato. E New York diventerà subito la sua seconda città. Se nel cuore finanziario dell'America acquisisce il grosso delle sue competenze professionali, sempre con la Banca nazionale del lavoro Montaresi colleziona esperienze di primo piano anche in Lussemburgo, a Parigi, Londra e Milano. La Grande mela resta comunque la sua base lavorativa. Qui, fra l'altro, si trova l'11 settembre 2001, quando viene sferrato l'attacco alle Torri Gemelle. Quel giorno, però, non è al lavoro e dalla sua abitazione vicino a Central Park telefona in Italia per rassicurare tutti sulle sue condizioni. Negli Stati Uniti conosce anche la sua futura moglie, Mary Mc Cartney, anche lei dipendente di una banca (la Morgan & Stanley) con cui si sposa una decina di anni fa e dalla quale ha un figlio, Alex, che ora ha quattro anni.

La carriera di Antonio Montaresi, comunque, non si ferma. E lo scorso anno viene ingaggiato da una importante azienda finanziaria americana che ha come clienti le principali banche americane e molti istituti di credito internazionali. E' qui che gli viene affidato il ruolo di risk manager, una figura specializzata nella valutazione dei rischi finanziari all'interno delle banche. E proprio in questa veste, un mese fa, viene inviato a Roma per svolgere alcuni delicati compiti. Un incarico che evidentemente lo mette in ottima luce negli ambienti finanziari vaticani. Tanto da meritare la chiamata di Ernst Von Freyberg, presidente e amministratore delegato dello Ior, che lo vuole al suo fianco per rimettere ordine nella banca dello stato pontificio. Un compito difficile, delicato e di grande responsabilità. Una sfida di fronte alla quale, però, Montaresi non può tirarsi indietro.

@ClaVecoli

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