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Lunetta Mitoraj, partono i lavori e le proteste

Lunetta Mitoraj, partono i lavori e le proteste

PIETRASANTA. Alla vista dell'impalcatura demandata al posizionamento della scultura di Mitoraj nella facciata della chiesa di S.Agostino, proteste e rimostranze, da parte di una decina di persone,...

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PIETRASANTA. Alla vista dell'impalcatura demandata al posizionamento della scultura di Mitoraj nella facciata della chiesa di S.Agostino, proteste e rimostranze, da parte di una decina di persone, non si sono fatte attendere. Con strali e invettive indirizzati al sindaco Domenico Lombardi e alla sua maggioranza. E così ieri mattina in piazza Duomo si è consumato il primo atto di una settimana che vedrà il suo epilogo con l'inaugurazione, domenica prossima, dell'Annunciazione dell'artista polacco. Inaugurazione, come noto, duramente contestata dal Comitato la Piazza che porta in dote oltre 1300 firmatari.

«Nonostante l'assenza della valutazione antisismica dell’operazione di ancoraggio dell’altorilievo, nonostante una relazione ingegneristica che definisce l'operazione un pericolo per l'integrità fisica della Chiesa di Sant’Agostino, nonostante un atto di “donazione” con cui il Comune si è impegnato a mantenere l'opera (auto-valutata dallo stesso Mitoraj in 800mila euro) nella lunetta fino all'estinzione della genealogia della famiglia Mitoraj, pena il pagamento di un risarcimento del danno. Nonostante ancora il codice dei Beni Culturali preveda una disciplina a tutela dell'integrità del nostro patrimonio culturale, sindaco e giunta hanno deciso di andare avanti. La decisione dell'operazione è stata presa esclusivamente da Lombardi e dalla giunta senza aver interpellato la cittadinanza (se non a giochi già fatti) e senza avere un chiaro e preciso avallo dalla Soprintendenza di Lucca, dato che l'architetto Stolfi ha autorizzato l'operazione, ricordando però la necessità «di procedere alla verifica di sicurezza sismica, come da riferimento normativo e programmare in conseguenza gli interventi di miglioramento, ove occorrenti». L'ultima parola, insomma, spetta solo ed esclusivamente al sindaco. A questo punto - rilanciano dal Comitato - pretendiamo che Lombardi si prenda pubblicamente e di fronte alla cittadinanza tutta la responsabilità della sua decisione e in particolare la responsabilità di non aver predisposto la messa in sicurezza della chiesa di Sant’Agostino e quindi la responsabilità per i danni a cose o persone che potranno derivare dall'affissione dell'altorilievo. E ancora la responsabilità per il pagamento del risarcimento del danno in caso di spostamento dell'opera».(l.b.)

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