Sicurezza
Stop alla trasformazione di hotel in appartamenti
Il Comune sta preparando una stretta alla norma sugli svincoli alberghieri L’assessore Leo: «Solo chi è in difficoltà economica potrà avere i permessi»
CAMAIORE. Nessuno svincolo, nessun interessamento, nessuna domanda ufficiale. Dopo il boom delle richieste di un paio di anni fa - quando agli hotel di Lido furono concessi parametri più ampi per poter trasformare la propria struttura alberghiera in appartamenti - da tempo tutto è fermo. E l'amministrazione probabilmente coglierà la palla al balzo per poter stringere le maglie della normativa. Da quando fu approvata infatti - dall'allora amministrazione Bertola - il centrosinistra di Camaiore aveva sempre criticato e contrastato la norma che permetteva - per gli hotel del lungomare e della fascia da viale Colombo a via Aurelia - di poter dismettere la struttura alberghiera e trasformarla in appartamenti ad uso residenziale. Il caso embelatico fu il Panoramic, oggi trasformato in splendidi appartamenti vista mare su viale Bernardini. Ma i primi mesi del via libera, altri 4-5 hotel usufruirono della possibilità offerta dal Comune. E oggi, al posto di quegli hotel, ci sono case (per la gran parte sfitte e ancora da vendere, per la cronaca). Proprio perché il mercato del mattone ha subito - come tutta l'economia - una brusca frenata da quando la nuova amministrazione di centrosinistra si è insediata nessun proprietario di hotel si è più fatto vivo. Sfruttando questa pausa, e ricordando bene che questo era uno dei punti del programma, l'amministrazione corre ai ripari. Per cercare di salvaguardare il patrimonio ricettivo della costa. «Stiamo studiando - conferma l'assessore all'urbanistica Simone Leo - una modifica della normativa. Non potremmo bloccare del tutto gli svincoli. Ma possiamo restringere le maglie. Fino ad ora lo svincolo era subordinato al numero di camere, a seconda della posizione dell'hotel sul territorio, ed era un procedimento automatico. Noi abbiamo intenzione di inserire una serie di parametri. Permettere cioè lo svincolo solo a quegli hotel che dimostrano di non aver più futuro nel settore». Come lo dimostreranno? «Attraverso una serie di calcoli, che stiamo ancora mettendo appunto. Di sicuro influirà ancora il numero di camere. Ma andremo anche a controllare i bilanci degli anni precedenti dell'attività, per verificare che davvero è in crisi. Così come controlleremo che, con semplici accorgimenti, la struttura alberghiera non possa ancora rispondere agli standard di legge. In sostanza andremo a studiare le potenzialità dell'hotel, prima di definirne la fine come struttura ricettiva».
Non è però ancora chiaro se il Comune potrà intervenire solo sul regolamento urbanistico o se, viceversa, dovrà essere modificato anche il piano strutturale. Se basterà modificare il regolamento urbanistico, i tempi dovrebbero essere relativamente brevi. Se viceversa il Comune dovrà intervenire anche sullo strutturale (a causa del dimensionamento di alloggi che, anche con il cambio di destinazione d'uso, viene consumato) i tempi si allungano. Anche perché la Regione sta per apportare una modifica alla legge sull'edilizia.
Ma la modifica non arriverà prima della fine dell'anno, e qualsiasi modifica allo strutturale (ammesso ce ne siano i tempi) rischia di avere effetto nulla a causa proprio della modifica della legge in Regione.
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