Il Tirreno

Versilia

Giovane Rom restituisce un portafogli smarrito

di Tiziano Baldi Galleni
Giovane Rom restituisce un portafogli smarrito

Era finito per sbaglio in un cassonetto, la ragazza lo ha riportato alla proprietaria riconosciuta perché le faceva l’elemosina fuori da un supermercato

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SERAVEZZA. In un mondo più giusto, con meno povertà e soprattutto meno pregiudizi sarebbe rimasta una storia come tante. Con un bel finale, ma anonima. Un portafoglio perso, ritrovato per caso, e restituito al proprietario. Se non fosse che gli elementi che tengono insieme questo episodio sono di quelli che non ti aspetti. Almeno nel nostro mondo, dove esistono persone che vivono come ombre ai margini della comunità, tagliate fuori da ogni contesto sociale, costrette alla fame e alla disperazione con tutto quello che ne consegue.

Le protagoniste di questa storia sono due. Da una parte Dana Radlican, una ragazza Rom di 22 anni, che abita in una roulotte a Seravezza e sopravvive elemosinando qualche moneta. Dall’altra, Barbara Ulivi, 39 anni di Seravezza che martedì mattina per errore ha buttato il proprio portafogli nella campana della spazzatura a Vallecchia.

Prima di questo episodio le loro vite si erano già incrociate. Poche parole, una elemosina, un sorriso scambiati fuori dal supermercato del paese o dalla farmacia. Ed è questo che ha fatto incontrare di nuovo le due donne.

«Avevo preparato diversi sacchi da gettare – racconta Barbara – e mio marito per sbaglio ha buttato anche un sacchettino più piccolo che mi ero portata via al posto della borsa, in cui si trovava il mio portafogli». Dana e alcuni connazionali, come fanno spesso, sono passati a rovistare nei cassonetti in cerca di vestiti e oggetti ancora buoni da usare. E è salto fuori il portafogli. Dentro pochi euro e i documenti. «Dalla foto ho visto che conoscevo la persona sui documenti – spiega Dana con difficoltà perché non parla benissimo l’italiano - e ho pensato di riportarglielo». Una conoscenza, come detto, nata per caso, per una mano tesa nell’intento di fare del bene.

«In diverse occasioni gli ho lasciato dei soldi, in altre gli ho offerto il caffè e qualche parola di conforto» ricorda Barbara.

Trovato il portafogli, però,Dana non sapeva dove trovare Barbara. Ingenuamente ha iniziato a comporre i numeri di telefono dei biglietti da visita che aveva trovato nel portafogli, ma invano. Fino a quando gli è venuta un’idea: «Mi sono ricordata – commenta Dana – che Barbara va spesso a prendere il caffè a La Parigina a Seravezza, così sono andata da loro per chiedere il numero di cellulare». Insomma, dopo una lunga ricerca, la ragazza di 22 anni è riuscita a rintracciare la proprietaria. «Quando mi ha telefonato, verso le 17, non mi ero ancora accorta di aver smarrito il portafogli. Nel momento in cui me lo ha riconsegnato – spiega Barbara - mi ha anche detto: controlla che ci sia tutto. È stato un gesto bellissimo; non c’erano molti soldi ma è stato per me qualcosa di significativo: chi mi conosce sa che tratto allo stesso modo italiani, Rom, e persone di qualsiasi nazionalità, e credo di aver ricevuto la stessa fiducia che io ho in loro».

Dana è in Italia da più di 5 anni. Scappata dalla Romania «perché non c’era lavoro» ci dice. Negli occhi e in viso le si legge tutta la sofferenza e la paura che ha già sopportato: i suoi 22 anni non le rendono giustizia. Con lei nella roulotte a Seravezza in via Ceragiola vivono il marito e il figlio Daniel. La sorellina più piccola, di 4 anni, è malata e vive in Romania. Dana teme anche per la salute del bambino ma in ospedale non può andare, ha paura perché è senza documenti. Li ha ipotecati per un prestito in denaro. «Devo restituire 80 euro per riaverli indietro» racconta. E anche per questo oggi, come tutti i giorni, Dana sarà ad elemosinare nella piazza della chiesa a Ripa.

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