Toscana
L’angoscia dei balneari sotto minaccia delle onde
Giornata di tensione per le nuove mareggiate annunciate dagli allerta meteo Si temono altri danni agli stabilimenti: «Ennesima tegola di una stagione nera»
VIAREGGIO. Il nemico, stavolta, non si chiama Bolkestein. Non è l’Europa, né il Governo. Il nemico ora ha il volto familiare del mare, fonte di bellezza e di ricchezza da più di 100 anni in Versilia. Ma che se si arrabbia non dà scampo: si porta via tutto. E quando le onde si alzano, è come se volessero sferzare chi non china la testa di fronte alla loro potenza.
Ore di tensione. Una giornata di tensione, quella vissuta ieri dagli stabilimenti balneari di Viareggio e della Versilia. Passata a consultare le previsioni e gli allerta meteo, che parlavano di mareggiate in arrivo «dalla mattina di mercoledì 29 maggio fino alla mattina di giovedì 30 maggio, con possibili onde fino a 3 metri». Così recitava il comunicato del Centro funzionale della Regione Toscana, rilanciato dal Comune. Che aggiungeva: «La Protezione civile raccomanda, pertanto, di mettere in sicurezza i beni esposti sulla spiaggia».
La difesa dei bagni. E questo hanno fatto i balneari versiliesi. Che hanno trasformato la spiaggia in un enorme riccio, capace di ritirarsi su se stesso per scampare al pericolo. Ombrelloni, sdraio e pattini messi al sicuro dalla furia del mare. Una “corazza” fragile tirata su alla bell’e meglio per evitare i guai avvenuti pochi giorni fa, quando le onde hanno messo a soqquadro molti stabilimenti. Si temeva (e si teme) una riedizione di quelle ore di angoscia, passate a rimettere a posto quello che ormai a posto non è più da tempo, tra bagni mandati all’asta, espropri da parte dello Stato e canoni demaniali ancora non ben definiti. «Quest’anno è tutta una rimessa», si legge sul web, imprecazione condivisa da tanti concessionari. Perché poi ci sono i turisti che vengono meno: non hanno più soldi da spendere. «Ormai - afferma Graziano Giannessi del bagno Nettuno, nume tutelare della categoria - chi va sui siti Internet e vede anche una piccola nuvoletta incombere decide di stare a casa. Qualche anno fa se ne sarebbero fregati...». Per fortuna, se così si può dire, sembra che - dopo due giorni di annunciata tempesta - nel prossimo fine settimana il tempo tornerà clemente.
E sono proprio le previsioni ad angosciare di più, tra una sdraio tolta e un lavoretto da fare, bagnini e titolari degli stabilimenti. Che appena possono corrono a scambiarsi informazioni su Facebook e sui portali. Ognuno portandosi dietro un pezzo di paura, ognuno sfogandosi contro la nuvoletta di Fantozzi che da qualche anno sembra volersi sfogare sui balneari. Caratteri tosti, non sempre educati, a volte rissosi. Non ancora domi, però. Basta vedere le foto pubblicate su Internet da chi, dopo la mareggiata della settimana scorsa, aveva già rimesso in piedi il bagno.
La mano tesa dalla Regione. Nel frattempo arrivano comunicazioni rassicuranti dalla Regione, che sembra voler concedere rimborsi a chi ha già subito danni (nella pagina a fianco le indicazioni fornite dagli enti pubblici per fare richiesta). La Protezione civile - su indicazione proprio di Firenze - sta facendo la conta, in vista dell’annunciato stato di calamità promesso, se così si può dire, dal presidente della Regione Enrico Rossi. Le associazioni di categoria rilanciano, dicendo che vorrebbero pagare dopo le tasse, visti i guasti causati dal maltempo. In effetti è un po’ tutta la Versilia che si lecca le ferite, con una primavera infernale per quanto riguarda pioggia e freddo. L’estate non arriva, il sole neppure, e per una terra che fa di questo il proprio pane è come sentirsi mancare il terreno sotto i piedi. Le belle riuscite di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e e 1º maggio sono già un ricordo: se non cambia qualcosa, al termine della stagione resteranno in piedi in pochi.
@mattetuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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