Il Tirreno

Versilia

Il centro benessere? C’è ma è “invisibile” Protesta a Lido

Il centro benessere? C’è ma è “invisibile” Protesta a Lido

Imprenditore in lotta da tre anni per avere un’insegna «Così perdiamo clienti, il Comune ci sta danneggiando»

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO. Avere un’insegna per la propria attività? A Lido c’è chi attende l’autorizzazione da tre anni. «Così siamo invisibili a tutti e perdiamo clienti continuamente, in Comune ci rimbalzano continuamente da un ufficio all’altro ma nessuno trova una soluzione». A far sentire la propria voce, raccontando una situazione quasi kafkiana, sono Sandro e Giovanni Palagi, titolari dell’omonimo centro benessere che si trova all’interno del bagno Brunella. Gli imprenditori hanno investito aprendo la prima attività di quel genere - con tanto di centro benessere e Spa a pochi passi dal mare - a Lido. Ma finora, a causa delle regole del Pua (un altro di quei terribili acronimi di cui si alimenta la burocrazia e che in parole povere è un piano che comprende, tra l’altro, le norme per la tutela delle aree appartententi al demanio) avere quell’insegna è stato impossibile.

«Il regolamento ci considera un’attività accessoria di uno stabilimento - spiegano gli imprenditori - e quindi secondo quella norma non abbiamo diritto a un’insegna autonoma, nemmeno minuscola».

Naturalmente la mancanza di un segnale che identifichi l’attività crea non pochi problemi. «Noi facciamo continuamente pubblicità tramite radio, cartelloni, volantini e tutto quello che può servire per farci notare - scrivono i Palagi - ovviamente questi sistemi sono dispendiosi e potremo farne a meno con un'insegna. Abbiamo proposto diverse soluzioni come bandiere, piccoli cartelli, insomma, niente di eclatante: ma tutto è stato respinto».

I proprietari del centro benessere raccontano di un’odissea tra gli uffici. «Abbiamo fissato un aserie interminabile di appuntamenti - spiegano - ma alla fine la risposta è sempre la stessa».

A un certo punto una soluzione era parsa possibile. «Abbiamo trovato un piccolo spazio lungo la strada non appartenente al demanio - spiegano - ma in quel caso sono stati i vigili urbani a negare l’autorizzazione».

Sulla vicenda interviene il sindaco Alessandro del Dotto. «Le regole del Pua devono essere rispettate e adesso non possiamo cambiarle - spiega - dopo l’estate siamo disposti anche a ridiscuterle con i balneari. Adesso non è possibile. ai signori Palagi abbiamo proposto un cartello sull’altro lato del viale a Mare ma l’hanno rifiutato. Purtroppo risultano come attività accessoria di uno stabilimento: sul lungomare sono permesse solo le insegne di chi ha una concessione per lo stabilimento balneare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze