Il Tirreno

Versilia

Franca Rame e Viareggio, un amore corrisposto

di Claudio Vecoli
Franca Rame e Viareggio, un amore corrisposto

Umberto Cinquini racconta l’amicizia nata con l’attrice e Dario Fo in occasione del carro shock progettato in occasione del Carnevale del 2000

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VIAREGGIO. Era innamorata del Carnevale. Un amore, per altro, ampiamente corrisposto. Franca Rame - e con lei Dario Fo - da oltre quindici anni hanno infatti legato il loro nome a quello della manifestazione più importante della città. E non solo perché all’attrice scomparsa ieri a Milano è stato assegnato nel 1998 il premio Ondina d’Oro. Ma perché il premio Nobel e la sua inseparabile consorte hanno avuto ruoli di primo piano nella manifestazione. Come quando nell’edizione del 2000 Dario Fo progettò «La pace», un carro shock sui bimbi mutilati dalle mine durante la guerra nella ex Jugoslavia. Un carro che poi fu materialmente realizzato dai fratelli Umberto e Stefano Cinquini. «Il progetto artistico di quel carro - ricorda non senza un pizzico di commozione Umberto Cinquini - fu principalmente di Dario Fo, ma Franca Rame ne curò la colonna sonora. Che alla fine risultà uno degli elementi di maggior successo di quel carro».

Ma quello fra i fratelli Cinquini e la coppia Fo-Rame non fu un rapporto che si limitò all’edizione del Carnevale del 2000. «In realtà - racconta ancora Umberto - io ho conosciuto bene Franca Rame nel dicembre del 1999, quando Dario Fo mi coinvolse in una manifestazione per non dimenticare le tante stragi impunite d’Italia. Io, mio fratello e alcuni carristi realizzammo una riproduzione in cartapesta di oltre 10 metri dell’aereo precipitato ad Ustica. E per realizzare alcuni stendardi che poi sfilarono a quella manifestazione, fui invitato per dieci giorni a Milano. Pensavo che in quel periodo avrei alloggiato in albergo. E invece mi invitarono a casa loro. E quello è stato uno dei periodi più belli della mia vita».

Franca Rame lo chiamava semplicemente “Viareggio”. «Abbiamo trascorso alcune lunghe serate a parlare e a fumare. Ricordo che mi chiamava “Viareggio” perché si sbagliava con i nomi. L’allora presidente del Carnevale, invece di Tofanelli, lo chiamava Tomacelli. Così io per lei ero semplicemente Viareggio. Ma fra noi era nata una allegra confidenza che spero di poter considerare una amicizia. Mi raccontò tantissimi aneddoti, alcuni dei quali sono anche piccoli segreti fra lei e il marito. Quando, trascorsi i dieci giorni a Milano in casa loro, tornai a Viareggio, mi riempirono di loro ricordi alcuni dei quali ancora conservo gelosamente».

Dopo quella collaborazione, Umberto Cinquini e Franca Rame si sono risentiti altre volte per telefono. «Ogni volta sia lei che Dario Fo hanno sempre dimostrato grande affetto. Confermandosi una coppia davvero straordinaria. Ed è nata anche una amicizia con Jacopo, il loro figlio».

L’ultima volta che Umberto Cinquini ha visto Franca Rame è stato nel 2008, quando venne insieme a Dario Fo per una iniziativa di beneficenza a sostegno delle vittime dell’uranio impoverito, una delle tante battaglie civili portate avanti dalla coppia. «Ci vedemmo la mattina di un corso domenicale di fronte all’hotel Royal, in Passeggiata. L’abbracciai da dietro mentre stava sistemando alcuni disegni su dei cavalletti e quando mi riconobbe mi fece una grande festa. Grazie al mio lavoro ho avuto modo di conoscere molte persone importanti, ma sia lei che il marito sono davvero straordinarie».

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