Il Tirreno

Versilia

Cima chiude a Lunardini «Non sarà mio assessore»

di Donatella Francesconi
Cima chiude a Lunardini «Non sarà mio assessore»

Il candidato sindaco del centrodestra: «L’esperienza con lui non mi ha aiutato» E sul totonomine avverte: «Santini al Carnevale? Serve chi ha competenza»

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VIAREGGIO. «Certo, l’esperienza della Giunta Lunardini non può essere stato un vantaggio per la campagna elettorale...». Parola di ex assessore, Antonio Cima, oggi in corsa per il ballottaggio con Leonardo Betti, candidato del centrosinistra. La partita «riparte da zero», è lo slogan di Cima. Ma il risultato del primo turno è impietoso: 19% di voti a Cima, 42% a Betti. Nel commentare il voto, guardando alle urne che si riaprono il 9 e 10 giugno, Cima si smarca dall’esperienza amministrativa iniziata nel 2008 e terminata con il commissariamento nell’agosto scorso. «Le mancanze che ci sono state non le nego - argomenta -. Dobbiamo imparare dagli errori del passato per non commetterli nel futuro. Certo, di quelli fatti ne ho risentito: ma in parte sono verti, ed in parte montati ad arte».

Seduto alla sua destra c’è Lucia Accialini, capogruppo di Fratelli d’Italia (che sostiene il Pdl di Cima insieme alla Lega Nord): «Al candidato Cima chiedo - spiega Accialini - che in questi giorni spieghi come andremo ad intervenire sulla città se vinceremo il ballottaggio».

L’ex sindaco non si fa pregare: «Bisogna intervenire sul degrado: via Matteotti, il campo Rom, i parcheggi presi d’assalto dagli extracomunitari abusivi. Questa pulizia di degrado, questa pulizia complessiva della nostra città va affrontata e risolta». Lotta all’immigrazione, dunque, ma anche alle biciclette fuori zona: «Se sarò sindaco firmerò immediatamente un’ordinanza in base alla quale a chi viene “pizzicato” dai vigili mentre va in bicicletta in via Battisti o in Passeggiata sarà sequestrato il mezzo. Se questa soluzione non fosse possibile, allora andranno inasprite le sanzioni. Inoltre: gli agenti della polizia municipale devono stare in strada, ma non in divisa. E non un uomo e una donna, che si vede subito che sono vigili, ma uomo e uomo».

La squadra. Gli assessori li sceglie lui: parola di candidato. «Li scelgo io - sottolinea Cima - e fuori dalla politica e fuori dal consiglio comunale». Alla domanda, inevitabile, se vi sia un posto in Giunta per l’ex sindaco Lunardini, Cima risponde a pronta presa: «Non credo sia interessato». Eppure, è inevitabile sottolinearlo, Lunardini era seduto a fianco di Cima il giorno della presentazione della Lista: «Non credo si potesse negare ad un ex sindaco..», è la risposta laconica. «La mia Giunta - continua il candidato del centrodestra - sarà espressione della società civile». Vice sindaco compreso, sembra di capire: «La carica andrà al personaggio più autorevole che penserò possa ricorprire l’incarico».

Dall’amministrazione Lunardini un eventuale sindaco Cima erediterebbe il presidente della Fondazione Carnevale, Alessandro Santini, che siede anche in consiglio comunale. Ma la riconferma non sarebbe scontata: «Per la Fondazione Carnevale - sono le parole di Cima - sarà necessario scegliere le persone che hanno più competenza e sono all’altezza del compito. Ad Alessandro Santini riconosco di aver lavorato al massimo della buona volontà».

Apparentamenti. «Sono in corso contatti ad ampio raggio», è la risposta in merito ad un possibile apparentamento con Paolo Spadaccini (Viareggio popolare), ex presidente del consiglio comunale, colui che - con l’Udc - aprì la porta alla caduta dell’amministrazione Lunardini. Più facile sarebbe l’apparentamento con Alberto Pardini, candidato a sindaco di quella “Per Torre del lago” rimasta fedele a Lunardini con l’assessore Antonio Tedeschi. «Non ho motivo di pensare che ci siano problemi particolari con loro - è il pensiero di Antonio Cima -. C’è da affrontare un ragionamento per ricostruire quel rapporto di cordiale collaborazione che c’era in precedenza».

Infine, lo “scoglio” Massimiliano Baldini, ex segretario di Forza Italia, oggi leader del Movimento cittadini: «Invito gli elettori che Baldini ha lasciato liberi di esprimersi e che sono moderati come noi - conclude Cima - a darci il loro voto».

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