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Vannucchi, l’entusiasmo del debuttante

Vannucchi, l’entusiasmo del debuttante

Dal calcio alla politica: «All’inizio non ci credevo, una grande gioia. Darò tutto me stesso alla città»

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VIAREGGIO. È uno dei volti nuovi della politica viareggina, Giuseppe “Beppe” Vannucchi. Direttore generale dell’Esperia Viareggio, tifoso del Torino, alla sua prima vera esperienza politica e nonostante questo, è stato il più votato con 214 preferenze della lista civica “Viva Viareggio Viva”, che ha appoggiato il candidato sindaco, Leonardo Betti. «Un gruppo di amici, con i quali ormai collaboro da tempo nel Viareggio calcio - dice Vannucchi - e cioè Riccardo Lari, Marco Cupisti, Stefano Dinelli e Mirko Lippi, mi hanno convinto a giocare le mie carte in occasione delle elezioni amministrative. Dopo averci pensato per una notte intera ho dato la mia disponibilità». Poi cosa è accaduto? «Mi ha contattato Luca Paolini, che è uno dei referenti della lista civica e in pratica il mio nome è stato aggiunto di sabato mattina. Sono stato il 24º che ha completato la lista». Ironia della sorte, l’ultimo iscritto si è piazzato al primo posto, grazie alle preferenze degli elettori. «Non me lo aspettavo, avevo fatto un calcolo di arrivare magari a 150 voti, non così tanti. Sono in un certo modo anche spaventato e nello stesso tempo felice. Mi chiedo adesso se sarò all’altezza di ricoprire un incarico così importante, perché per me è la prima volta. Ringrazio la mia famiglia, gli amici, tutti coloro che mi hanno votato, dedico questo risultato ad un mio amico che non c’è più, Giorgio Tazzioli, che mi diceva sempre: devi uscire dal bosco da solo». Vannucchi, precisa, non si occuperà solo di sport. «Sono a disposizione, certo vorrei vedere Viareggio migliorare, cominciando magari con le cose più pratiche, come tagliare l’erba. Viareggio è come una bella donna, basta metterle un lenzuolo per renderla elegante. Quando ho accettato lo sfida ho pensato che ci fosse bisogno di persone che, senza alcun interesse personale, ma solo per spontaneo senso di appartenenza, lavorino per il bene di Viareggio, magari contribuendo anche a stemperare l’eterno senso critico e distruttivo che ci aleggia sulle testa come la nuvoletta di Fantozzi. Quando ho scritto testi per la Canzonetta a Carnevale, spesso ho ironizzato sulle condizioni della città, per spronare a farla migliorare. Cercherò di riuscire anch'io a dare il mio apporto in modo concreto. Spero solo di essere all’altezza».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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