Gioco
Una tegola di quasi 3 milioni sui conti disastrati del Comune
È la somma che Pietrasanta rischia di dover pagare dopo la sentenza della Corte dei Conti che dà ragione a titolo di risarcimento danni alla ditta costruttrice dell’inceneritore del Pollino
PIETRASANTA. Sul bilancio comunale - che il prossimo 14 giugno sarà sottoposto al giudizio della Corte dei Conti - si abbatte un altro tsunami economico: sarà infatti di circa 3 milioni di euro - anche se al momento non c'è al riguardo nessuna ufficialità - l'importo che il Comune dovrà pagare a margine della querelle inceneritore. Una saga infinita, quella dell'impianto del Pollino, che si innesca oltre 20 anni fa, con la ditta incaricata di realizzarlo, la Termomeccanica, che presentò tutta una serie di riserve, per circa 80 miliardi di lire, relative a problematiche di vario genere e ritardi riscontrati nell'esecuzione dei lavori. Denaro richiesto ai Comuni che gli stessi hanno sempre dichiarato di non dover pagare rigettando la richiesta. Da qui l'approdo in tribunale: ma i tempi della giustizia, come sappiamo, sono fin troppo lunghi. Sta a di fatto che nei giorni scorsi, il tribunale di Genova, in sede di appello, ha notificato al comune di Massarosa la notizia di condanna a risarcire l'azienda costruttrice di 12 milioni di euro. 12 milioni che però fra oneri, interessi moratori, sanzioni e quant'altro rischiano, alla fine di sforare i 20 milioni di euro. Un'enormità.
Presto, analoga notifica, arriverà anche nel municipio pietrasantino: visto che i comuni della Versilia concorrono in solido in questo contesto, e visto ancora che Pietrasanta, nei casi di contenzioso a credito o debito all'interno del consorzio, Cav - di cui fanno parte Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Viareggio, Seravezza e appunto Pietrasanta - risponde nella misura del 15%, si arriva appunto alla soglia dei 3 milioni di euro.
Soluzioni per tamponare l'ennesimo salasso che rischia di fare saltare il banco? " Chiederemo la sospensiva e faremo ricorso " assicura l'assessore Italo Viti. Procedura d'obbligo, su cui persiste un alone di incertezza legato all'esito. E' vero, però, che la partita sull'inceneritore si gioca su più campi: basti pensare che in un altro tribunale, a Firenze, si dovrà discutere di una richiesta danni, questa volta a firma dei comuni della Versilia, che tira in ballo sempre i referenti dell'impianto, pari a 111 milioni di euro. Senza dimenticare che a La Spezia, il prossimo 17 giugno, si entrerà nel merito del concordato preventivo sempre relativo all'epilogo della gestione dell'impianto. Concordato che vede l'opposizione del Cav. Una storia, quindi, tutta da scrivere, ma al momento, l'unico dato certo è che Pietrasanta è chiamata a pagare un importo che, viste le finanze attuali, non può permettersi. Pena uno stato di pre-dissesto, che a questo punto, sarebbe impossibile da evitare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
