Il Tirreno

Versilia

Un anno e 8 mesi per il delitto Donnini

di Claudio Vecoli
Un anno e 8 mesi per il delitto Donnini

Per il giudice Moreno Pellegrini non voleva uccidere il padre dell’amante della moglie. Il legale: «Ora vuol rifarsi una vita»

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QUERCETA. Un anno e otto mesi. E’ la pena inflitta ieri a Lucca a Moreno Pellegrini, l’uomo che il 7 gennaio scorso provocò la morte di Giuseppe Donnini, il pensionato di settantotto anni padre dell'amante della moglie, ucciso da una ferita provocata dal vetro della porta-finestra dell'abitazione della vittima che Pellegrini aveva mandato in frantumi a calci e pugni mentre in preda ad un raptus di gelosia cercava Davide, il figlio della vittima. Non fu dunque un assassinio, quello che ha avuto come protagonista il cinquantottenne marmista di Querceta. Ma - secondo il principale capo d’imputazione del quale ha dovuto rispondere Pellegrini - un «omicidio come conseguenza di altro reato», come recita il codice penale.

In buona sostanza il giudice che ha emesso la sentenza ha riconosciuto che quando Moreno Pellegrini ha lasciato la sua abitazione di via Fiumetto per dare una lezione a Davide Donnini (l’amante della moglie Laura Bertelli), non solo non voleva uccidere Giuseppe, il padre di lui. Ma, quando ha preso a calci e pugni la tapparella dell’abitazione dei Donnini, non si è neppure reso conto che - infrangendo il vetro della finestra - una grossa scheggia ha mortalmente ferito al braccio il pensionato.

Una condanna lieve - quella patteggiata in Tribunale a Lucca - perché ha riconosciuto come valida la linea difensiva portata avanti dall’avvocato Leonardo Tarabella, legale dell’imputato. Lieve anche perché fra le accuse delle quali doveva rispondere Pellegrini c’erano anche quelle di danneggiamento aggravato (per l’auto di Davide Donnini parcheggiata in giardino e presa a badilate), violazione di domicilio e minacce aggravate (per un precedente episodio del quale erano stati protagonisti Moreno Pellegrini e Davide Donnini).

Altro punto a proprio favore fatto segnare dalla difesa riguarda la mancata ammissione di Davide Donnini - figlio della vittima e ieri mattina presente in aula al processo - come parte civile al processo penale.

Dopo la sentenza, l’avvocato Leonardo Tarabella non nasconde la propria soddisfazione per l’esito del processo. «Pellegrini è molto soddisfatto per come si è conclusa questa brutta vicenda: attendiamo le motivazioni della sentenza, ma la pena ad 1 anno e 8 mesi implica il riconoscimento della linea difensiva».

Adesso il legale preparerà la richiesta per la revoca dell’obbligo di dimora, ultima misura cautelare della quale Moreno Pellegrini deve ancora rispondere (non può lasciare il Comune di San Giuliano dove è al momento domiciliato). «Presenteremo istanza entro la metà del prossimo mese perché anche questa misura venga revocata e Pellegrini riacquisti una piena libertà. Dopodiché si è già detto pronto a rifarsi una vita e a voltare pagina dopo quello che è accaduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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