Il Tirreno

Versilia

La sfida passa da tre idee per la città

di Donatella Francesconi
La sfida passa da tre idee per la città

Il centrosinistra punta su turismo, tagli e decoro, il centrodestra su bilancio da rendere pubblico, sicurezza e sport

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VIAREGGIO. «La partita ricomincia da zero...». Antonio Cima, fermo al palo del 19% appare deciso a giocarsi il tutto per tutto lanciato verso il ballottaggio con Leonardo Betti, candidato del centrosinistra forte del 42% conquistato al primo turno. «Al risultato delle urne è mancato il nostro elettorato: se verrà a votare il 9 ed il 10 giugno vinceremo, ne sono sicuro». Tre punti di programma Cima mette sul tavolo, come le carte su cui puntare per convincere i viareggini a tornare ai seggi e dare la preferenza alla coalizione di centrodestra: «La situazione finanziaria dell’ente che intendo immediatamente verificare e denunciare pubblicamente ai cittadini perchè il cittadino deve sapere con quale dato si parte con la nuova amministrazione. Il secondo punto è la sicurezza da garantire: ci sono tanti cittadini che credono di essere in una situazione di insicurezza non dico totale ma quasi completa. Il terzo punto è il turismo: Viareggio è una città turistica e deve ritrovare il suo spirito e la sua caratteristica. Attraverso il turismo, la cultura, lo sport: la mia proposta è quella di un assessorato al turismo potenziato che sia in grado di restituire l’immagine turistica della nostra città».

Sul tavolo del primo cittadino, chiunque sia - è bene ricordarlo - si sono accumulate molte questioni anche da risolvere nell’immediatezza dell’avvento in Municipio: dal che fare per l’estate sulla Marina di Torre del Lago, alla questione orari e rumori (non sembra visto il tempo ma prima o poi l’estate arriva), all’emergenza abitativa (ci sono dieci famiglie che si sono sistemate nell’ex Collegio Colombo e l’alternativa è la pineta), al campo Rom senz’acqua, ai commercianti della Passeggiata che aspettano una parola sulla questione delle verande nuove.

Questa mattina il candidato del centrodestra, ex sindaco ed ex assessore dell’amministrazione Lunardini, terrà una conferenza stampa. È probabile che sarà questa l’occasione per dire la parola definitiva sullo scenario degli apparentamenti, rispetto ai quali - Cima è tornato a ribadirlo più volte ieri - «l’ultima parola spetta al partito». Nel senso del Pdl di Giovanni Santini.

Riunione nella serata di ieri anche per il centrosinistra di Leonardo Betti. L’avvocato forte del risultato ottenuto ieri l’ha dichiarato davanti alle telecamere Rai: «Andiamo avanti da soli. La coalizione è forte e a Viareggio è ora di ripartire».

Anche Betti mette tre temi all’attenzione di chi lo ha votato domenica e lunedì, ma soprattutto dei tanti che hanno deciso di disertare le urne: «Viareggio deve puntare su una riqualificazione urbana del decoro, è una città travagliata e devastata. Deve avere un verde pubblico che sia gradevole ed un arredo urbano che deve essere gradevole per i viareggini. Perché se lo sarà per loro a maggior ragione lo sarà per i turisti che verranno nella nostra città, Viareggio deve poi puntare su una graduale diminuzione delle tariffe e dei tributi perché i commercianti non possono essere spremuti come dei limoni. Viareggio, infine, deve puntare sul una razionalizzazione delle spese della macchina comunale. Devono essere tagliate le società partecipate ma soprattutto i politici che vivono delle società partecipate. Perché la politica deve essere fatta non per “sistemazione” ma per passione.

Passione alla quale Betti somma altre caratteristiche essenziali per gli uomini e le donne che vorrà in squadra: «Professionalità, competenza e che gli unici interessi siano viareggio ed i viareggini».

Nomi Betti non ne fa: «Nella mia testa, però, ci sono».

Alla domanda se qualche consigliere comunale potrà ambire al suolo di assessore, il candidato della coalizione di centrosinistra risponde senza esitazioni: «Ho sempre dichiarato che non è detto che si diventi assessori in base ai voti presi». Stessa sicurezza nell’affrontare il quesito su cosa potrebbe toccare alla coalizione (Pd, Sel, Federazione della sinistra, Idv, Psi-Psdi, Viva Viareggio Viva): «Non abbiamo parlato di poltrone ma di contenuti. Quello che ribadisco è che non ci saranno incarichi per persone che in passato hanno fatto l’amministratore».

Si torna a votare il 9 e 10 giugno e gli ultimi “fuochi” di campagna elettorale porteranno a Viareggio qualche “big” della politica nazionale. Intanto, però, sul tavolo del primo cittadino, chiunque sia si sono accumulate molte questioni anche da risolvere nell’immediatezza dell’avvento in Municipio: dal che fare per l’estate sulla Marina di Torre del Lago, alla questione orari e rumori (non sembra visto il tempo ma prima o poi l’estate arriva), all’emergenza abitativa (ci sono dieci famiglie che si sono sistemate nell’ex Collegio Colombo e l’alternativa è la pineta), al campo Rom senz’acqua, ai commercianti della Passeggiata che aspettano una parola sulla questione delle verande nuove. Sapere quali soluzioni hanno in mente nell’immediato i due candidati potrebbe aiutare ad andare alle urne.

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