Il Tirreno

Versilia

Il cocktail Martini «Parlare ai ragazzi e pedalare forte»

di Matteo Tuccini
Il cocktail Martini «Parlare ai ragazzi e pedalare forte»

Il più votato ha 25 anni, si chiama Matteo ma non è renziano «Facebook è utile. Andare di più nelle scuole e in biblioteca»

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VIAREGGIO. «Ho festeggiato con una bevuta all’Assassino, nulla di più. Non è ancora il momento di lasciarsi andare, c’è il ballottaggio». Matteo Martini, 26 anni da compiere a dicembre, è già un esempio di self control. Altrimenti, dopo l’onda d’urto che lo ha travolto lunedì, sarebbe già sulla luna. Con 401 preferenze prese nella lista del Partito democratico è il candidato al consiglio comunale più votato della città: sulla sua bacheca di Facebook lo inondano di complimenti, e già si parla di lui come possibile assessore nella giunta di Leonardo Betti. Matteo frena: «Non ci penso neanche, l’unica cosa che mi interessa è fare bene il consigliere. E sarà dura, perché per far ripartire Viareggio c’è da lavorare molto».

Lo farà, il consigliere, grazie a una campagna elettorale condotta con un mix di vecchio e nuovo. «Certamente Facebook è utile - dice Matteo, che è segretario dei Giovani democratici versiliesi ed è anche nel direttivo nazionale - ma ho incontrato tante persone, soprattutto miei coetanei, anche fuori dal pc. Sono andato nelle scuole e nelle biblioteche, ho chiesto ai ragazzi di cosa avessero bisogno. Loro mi hanno parlato di cose semplici e immediate, del genere “allungare l’orario della biblioteca” o “pulire le strade”. Ma anche di tolleranza nei confronti dei nostri locali, che devono poter lavorare in tranquillità e garantire così ai giovani il divertimento serale. E soprattutto mi dicevano che nessun politico era in grado di ascoltarli e di capirli». Ora, almeno in teoria, ci saranno grazie anche a Martini e ad Elisa Montaresi, l’altra giovane Pd entrata in consiglio.

Matteo, del resto, è uno che pedala. E non solo in senso figurato. «Quando ero al liceo correvo con Luca Scinto e con altri che poi sono diventati campioni». Lui invece ha lasciato il ciclismo agonistico. Per dedicarsi a giurisprudenza, in cui si è laureato da pochi mesi - ora fa pratica in uno studio legale - e soprattutto alla politica. La sua grande passione. «Come tanti, ero disgustato dal malcostume e dalle ruberie. Ma poi mi sono detto che chi sta fermo non cambia le cose. Così ho cominciato a impegnarmi in maniera diretta». La camicia stilosa, l’età e... il nome farebbero sospettare simpatie renziane. Ma non è così: «Alle primarie per il candidato premier ho votato Pierluigi Bersani - dice - per il programma, non per altro. In effetti non mi ispiro a nessuno in particolare, preferisco giudicare i progetti». Dalla sede del Pd in via Regia, tuttavia, chiariscono che il partito punta forte sul suo Matteo: «Il ragazzo si farà - giurano - dipende solo da lui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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