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Il Pd torna il primo partito della città

Il Pd torna il primo partito della città

Continua a scendere il Popolo della libertà, grillini solo terzi con meno del tredici per cento, delude Scelta civica

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VIAREGGIO. «Siamo di gran lunga il primo partito della città, in un quadro generale difficile tra dispersione di voti e scarsa affluenza alle urne». Glauco Dal Pino, segretario viareggino del Pd, è soddisfatto.

La candidatura di Leonardo Betti ha convinto come pure la sua coalizione. Perché se è vero che il Pd perde un po’ di terreno rispetto alle comunali del 2008 e le politiche dello scorso febbraio (fermandosi sotto il 25% delle preferenze contro il 26 di cinque anni fa) regge, specie rispetto al quadro nazionale, la Federazione della Sinistra (sfiora il 5%, con Rivoluzione civile alle politiche aveva ottenuto, alla Camera, il 3,9%) e cresce percentualmente Sinistra ecologia e libertà (quasi al 6% contro il 3,9% delle politiche). In calo invece, rispetto alle comunali del 2008, i Socialisti e l’Italia dei Valori, entrambi sotto il 2%.

«Il risultato che abbiamo ottenuto - continua Dal Pino - è importante e premia la linea fortemente voluta da me e dalla segreteria. Una linea di unità del centrosinistra che non era inizialmente così semplice da immaginare. Non solo. Questo risultato premia una lista di persone che si sono date da fare tantissimo e hanno saputo intercettare e motivare il nostro elettorato». Dal Pino commenta poi il dato, rilevantissimo, del non voto. «È un forte rammarico che abbiamo nei confronti dei cittadini - afferma - dovremo impegnarci per ridare credibilità alle istituzioni che hanno subito un forte colpo dalla precedente giunta. Adesso la scelta che gli elettori si troveranno a fare è chiara, il cambiamento e la discontinuità con il passato rappresentata da Betti o la continuità con Lunardini e la gestione commissariale»

Se il Pd tira un sospiro di sollievo ha meno motivo di festeggiare il Pdl che va al ballottaggio ma perdendo per la strada, rispetto a comunali 2008 e politiche 2013, non pochi punti. Il primo turno si chiude con meno del 17% che - vuoi per la frammentazione dell’elettorato in tante liste civiche, vuoi per la bassa affluenza al voto - non può far piacere ai vertici del partito, già uscito in modo non brillante dalle politiche (era il primo partito nel 2008 ma alle politiche di febbraio aveva già perso 3mila 390 voti fermandosi al 23,3%). Non solo: il candidato Cima di fatto ha potuto contare quasi esclusivamente sui voti del Pdl: irrilevanti le percentuali della Lega e di Fratelli d’Italia in calo rispetto alle politiche.

L’altro dato significativo di questa tornata elettorale è, poi, quello del Movimento Cinque Stelle. Il trend nazionale è ampiamente confermato a Viareggio per il movimento capitanato da Beppe Grillo che convince alle politiche ma non alle comunali per quanto riesca a strappare un 12,5% più che dignitoso in un quadro cittadino di grandissima frammentazione. Certo, il movimento lascia per strada tantissimi voti (alle politiche erano stati più di 10mila) dimostrando ancora una volta come il voto locale non risponda alle stesse logiche di quello nazionale.

Ampiamente al di sotto delle aspettative anche la performance di Scelta Civica che con il candidato Andrea Parenti poco sopra l’1%: quattro mesi fa aveva sfiorato il 6%.

Diverso il ragionamento per le liste civiche, sempre state presenti alle amministrative viareggine, ma che quest’anno si sono letteralmente moltiplicate modificando radicalmente lo schema di riferimento rispetto alle Comunali del 2008. L’unica lista civica a presentarsi come nel 2008 è quella del candidato sindaco Alberto Pardini, la “Per Torre del Lago” che, pur facendo forza su alcuni personaggi di richiamo, non raggiunge il 3% (contro il 3,88 delle comunali 2008).

Valentina Landucci

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