Sicurezza
Flop dei grillini: «Puniti dagli scontenti»
In pochi mesi voti dimezzati. Bertoni: «Abbiamo pagato anche noi il clima di sfiducia ma recupereremo quei consensi»
VIAREGGIO. Puniti dagli scontenti. Già, proprio quegli elettori che a febbraio - nelle consultazioni politiche - premiarono il Movimento di Beppe Grillo, assegnandogli il primato a Viareggio con il 28,9% dei consensi.
Appena tre mesi dopo i 5 Stelle retrocedono al 13% nel voto per il nuovo sindaco. E la delusione, nel comitato elettorale di via Verdi, si sente: «Incredibile, la gente ha votato di nuovo i responsabili del disastro (Pd e Pdl, ndr)».
C’è sgomento soprattutto per il consenso al centrodestra, che in molti davano per sepolto dai guai della giunta uscente. Per carità, nessuno nel Movimento si aspettava di replicare il risultato super delle politiche, con cui il raffronto è sempre complicato. Ma certamente si sperava in qualcosa di più. Il sogno, neanche tanto segreto, era andare al ballottaggio col favorito Leonardo Betti. E mettere in difficoltà il centrosinistra con un’opposizione forte di un buon numero di consiglieri comunali.
Il candidato sindaco Max Bertoni, comunque, si mostra pronto a dare battaglia in municipio. «Non siamo delusi, ci aspettavamo un risultato condizionato dalla bassa affluenza, dovuta al malcontento dei cittadini», garantisce il 28enne studente. Lo stesso malcontento in cui, però, i grillini avevano pescato a piene mani la volta precedente. «Sono convinto che torneremo a pescarci - dice - se siamo riusciti a conquistare quei voti possiamo recuperarli. Il nostro impegno è proprio riportare i viareggini a votare, e a credere nelle istituzioni». Come? «Dando battaglia in consiglio comunale nella maniera che sappiamo, sui temi e gli argomenti. Come già vi immaginate non ci alleeremo con nessuno: valuteremo volta per volta i provvedimenti». Uno schema già rodato a Roma. Da cui i parlamentari grillini continuano ad aggiornare i cittadini con pubblicazioni fedeli di tutto quanto avviene nelle aule di Camera e Senato. La trasparenza, del resto, resta un punto cardine del programma di Grillo.
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