Il Tirreno

Versilia

Quasi dimezzato il numero dei votanti

di Donatella Francesconi
Quasi dimezzato il numero dei votanti

Crolla l’affluenza ai seggi sia rispetto alle elezioni politiche del febbraio scorso sia alle comunali di cinque anni fa

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VIAREGGIO. L'affluenza alle 22 si ferma al 36,03%: su 53.056 elettori hanno votato solo in 19.115. Alle politiche del febbraio scorso la percentuale alla stessa ora della domenica era stata del 56,54%; alle comunali del 2008 si era quasi raggiunto il 61% (60.57%).

Candidati con il fiato sospeso per tutto il giorno: non solo l’inevitabile ansia da risultato, ma anche la forte incertezza rispetto ad una città “sonnacchiosa” che non si è affannata a correre alle urne. A mezzogiorno, nonostante il maltempo dei giorni scorsi con il ritorno del gelo avesse lasciato il posto all’agognato sole, aveva votato il 9,61% dei 53.056 aventi diritto. A fronte del 17,69 di cinque anni fa, quando si votò sia per le amministrative che per le politiche. E al 16,28% delle politiche del febbraio di quest’anno.

Affluenza in caduta libera, dunque. Con punte molto più basse: in una delle sezioni di Torre del Lago (la numero 60), per esempio, che non riusciva neppure ad arrivare al 6% (5,39%). In testa alle sezioni dove più si era votato in mattinata, la sezione numero 4 alle scuole Lambruschini. La giornata è trascorsa fino a sera con i candidati a sindaco (sono tredici, sostenuti da 21 liste) impegnati a verificare l’afflusso e coinvolti (qualcuno) in disavventure ai seggi (vedi “pillole” qui a lato).

Alle 19 la seconda rilevazione: solo il 27,86% dei votanti si è recato alle urne. Alle politiche 2013 alle 19 aveva votato il 51,49% degli aventi diritto. Alle amministrative 2008 la percentuale alla stessa ora era stata 50,35%.

L’analisi delle sezioni, prima di cena, raccontava che erano in testa alla classifica della partecipazione le sezioni che storicamente vedono la vittoria degli schieramenti tradizionali (centrodestra e centrosinistra).

Con un sostanziale distacco, nel dato finale delle 22, di quelle che storicamente portano alla vittoria il centrosinistra. Ma entrambe le formazioni - è ben tenerlo presente - hanno, nelle molte liste civiche in corsa, alternative più o meno appetibili per l’elettore che non voglia scegliere un partito tradizionale. E, dunque, cosa c’è dentro l’urna nessuno può ancora davvero saperlo.

Certo, la sensazione ieri è stata che sia difficile raggiungere - quando alle 15 di oggi sarà dato lo stop all’apertura dei seggi - una percentuale di votanti forte.

Il che suggerisce almeno una riflessione: chiunque governerà Viareggio dovrà prima di tutto trovare anche il modo di essere il sindaco dell’alta percentuale di cittadini - nemmeno ventimila sugli oltre 53mila venti diritto - che alle urne non è andato. Prostrati dalla sfiducia, dalla crisi, dallo stato di una città che sembra non aver trovato la voglia di alzare la testa recuperando l’orgoglio di scegliere chi la governi pur in mezzo alle difficoltà, pur nel periodo più buio, ma comunque democraticamente eletto dopo un anno di commissario prefettizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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