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Due preferenze possibili purché uomo e donna

Due preferenze possibili purché uomo e donna

VIAREGGIO. Un fantasma si aggira per i seggi: quello del voto disgiunto. Si può votare solo il simbolo della lista, solo il nome del sindaco o entrambi: nel primo caso il voto va anche al sindaco...

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VIAREGGIO. Un fantasma si aggira per i seggi: quello del voto disgiunto. Si può votare solo il simbolo della lista, solo il nome del sindaco o entrambi: nel primo caso il voto va anche al sindaco collegato, nel secondo solo al candidato sindaco, nel terzo è valido anche se il candidato sindaco è di un’altra coalizione (questo è il cosiddetto voto disgiunto). La sensazione è che dalle fila dei partiti tradizionali possano partire trasversali indicazioni di voto verso le liste civiche. Se il fenomeno sarà di portata consistente darà qualche grattacapo anche a presidenti di seggi e scrutatori una volta aperte le urne.

Ad impensierire gli elettori ci si mette, invece, il meccanismo della doppia preferenza. Donne, tante donne in lista. E non solo perchè la legge ha obbligato partiti e associazioni a presentare liste con un massimo di 2/3 per genere. Così si possono indicare i nomi di due candidati al consiglio comunale: basta che il genere sia diverso. Quindi, se si sceglie di vergare sulla scheda due nominativi, non possono essere due maschi o due femmine. Ma un uomo ed una donna. Vietato votare due donne o due uomini perché una delle due preferenze (quella in posizione di lista più elevata) verrà cancellata. La doppia preferenza non è un obbligo, dunque si può dare il voto anche ad un solo candidato, maschio o femmina che sia.

La novità di quest’anno ha portato anche a Viareggio molti candidati e candidate a proporsi insieme nei “santini” o comunque nel materiale distribuito nel corso della campagna elettorale.

C’è poi, terzo fattore di incognita sul risultato finale, il rischio che l’astensionismo sia alto. In città una parte della sinistra non andrà alle urne (sono comparse molte scritte “no asse no voto”), ma molti sono gli incerti nonostante l’ampia possibilità di scelta con tredici in corsa per la poltrona di primo cittadino e 21 liste zeppe di nominativi lanciati verso il consiglio comunale.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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