Sicurezza
«Mio papà come Petrarca» E Dalia si commuove
LIDO DI CAMAIORE. «La cosa più bella, che mi emoziona di più, mi rende fiera e felice è la scuola che sarà intitolata a mio padre e che da ora in poi porterà il suo nome». Non ha dubbi Dalia, la...
LIDO DI CAMAIORE. «La cosa più bella, che mi emoziona di più, mi rende fiera e felice è la scuola che sarà intitolata a mio padre e che da ora in poi porterà il suo nome». Non ha dubbi Dalia, la figlia di Giorgio Gaber di cui ricorre il decennale della morte. E si vede. Le brillano gli occhi, un sorriso che sa di riconoscenza e futuro. «Questa cosa mi fa letteralmente impazzire. Di sicuro è l’obiettivo più ambizioso raggiunto dalla Fondazione in tutti questi anni. Perché sì i concerti, i dischi, i libri, gli amici, gli spettacoli sono importanti ma vuoi mettere la sensazione di qualcosa destinata a restare, più di una strada, di una targa, qualcosa soprattutto che incontra i giovani che forse Giorgio non lo conoscono, non l’hanno sentito nominare ma che leggendo il suo nome si chiederanno chi fosse questo signore da meritarsi un tale riconoscimento».
Poi la Gaberscik va avanti. «La mia scuola si chiamava Tito Speri, tutti ricordiamo il nome della scuola che abbiamo frequentato, è la prima porta di ingresso nella storia del proprio paese. Finora abbiamo costruito la nostra attività grazie a quelle persone che Giorgio l’hanno conosciuto. Ora sappiamo che possiamo guardare avanti, che l’orizzonte gaberiano si è allargato verso le nuove generazioni, ma in maniera stabile, non occasionale. C’è già una scuola a Catanzaro che dal novembre scorso si chiama Giorgio Gaber ma questo Istituto Comprensivo di Camaiore è il primo plesso scolastico che va dalle materne alle medie, come dire un percorso di crescita e maturazione per gli studenti. D’ora in avanti i giovani potranno pensare a Gaber come a Petrarca o Pirandello».
La proposta, partita dal sindaco Alessandro Del Dotto e accolta con entusiasmo dai dirigenti scolastici e dal corpo docente, sfocerà stamani a partire dalle 11 in via Trieste 85 nella cerimonia ufficiale di intitolazione (alla quale parteciperà la vedova di Gaber Ombretta Colli).
«Mi sono insediato da un anno esatto – commenta il sindaco – la precedente giunta di centro destra si era dimostrata poco sensibile, non aveva fatto nulla in questo senso, a noi invece è sembrato un atto praticamente dovuto, perché il Signor G è un simbolo della cultura contemporanea italiana, un artista unico e inimitabile, quanto mai attuale, e perché la famiglia Gaber ha sempre dimostrato un grande affetto per questa terra. Con gli altri comuni, i cinque della Versilia e i due della piana lucchese, abbiamo istituito un tavolo di lavoro coordinato, in grado di elaborare le idee, valutare i progetti, interpretare i contenuti, un metodo e un modello organizzativo che può essere applicato in futuro anche ad altre iniziative tese a valorizzare le bellezze, le risorse e le eccellenze del territorio. Io vengo da una famiglia metà democristiana, metà social comunista. La prima vedeva i film di Alberto Sordi, la seconda ascoltava Gaber».
Più o meno “compromesso storico” comunque una bella sintesi del Belpaese.
Gli fa eco Samuele De Lucia, gaberiano convinto, vice prefetto di Lucca, commissario al comune di Viareggio dove oggi e domani si vota per eleggere il nuovo sindaco.
«Il festival - spiega De Lucia - che è un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato, nonostante la crisi mantiene a Viareggio la sua centralità, per questo, pur dovendo tagliare un po’ ovunque, per Gaber abbiamo aumentato il contributo».
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