Il Tirreno

Versilia

Al voto per una città più pulita e più sicura La parola ai cittadini

di Donatella Francesconi
Al voto per una città più pulita e più sicura La parola ai cittadini

I viareggini alle urne: abbastanza informati, poco entusiasti Al sindaco chiedono erba tagliata ed un po’ di stile

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VIAREGGIO. «Sì che vado a votare. Perché è un diritto. Ed io ho sempre votato». Lia Tomei non ha dubbi nel rispondere al quesito elettorale del cronista dà punti a molti giovani. Davanti alla farmacia Tobino di via Battisti è con le amiche Luana ed Enrica. Al prossimo sindaco, chiunque sia, cosa chiedono le nonne? «Ci vorrebbe un po' di look», risponde svelta la signora Lia, che continua: «Capisco che è l'ultima cosa…Che ci vorrebbero gli asili, i servizi pubblici, il lavoro ai giovani specialmente…» ma a Bicchio - completa la frase Luana - "non ci sono neppure le strisce pedonali e traversare l'Aurelia è pericolosissimo».

In giro per il mercato, in pieno centro. Tra i banchetti della campagna elettorale, le sedi dei candidati a sindaco che brulicano di attivisti ma da lunedì, tranne che per chi andrà al ballottaggio, chiuderanno i battenti. «Andrò a votare ma sono scoraggiata": Linda Brown riassume lo spirito collettivo più diffuso. Eppure «Viareggio potrebbe avere un bellissimo futuro, se solo aprisse davvero al turismo e mettesse da parte lo snobismo». Parole che arrivano da chi ha lavorato per trent'anni nel settore: «Non offriamo niente e proponiamo prezzi esagerati. E Viareggio così muore».

Cosa pensano i cittadini nel turbinio della campagna elettorale? "«Sono molto scoglionati», riassume Vincenzo Cremona, in via Fratti con la moglie Nives Giovannoni. La signora ha le idee chiare: «A chiunque diventi sindaco chiedo prima di tutto di togliere un po' di sudiciume in giro per la città. Non se ne può davvero più…».

«Troppi candidati, troppa confusione, troppa carne al fuoco»: due giovani madri hanno voglia di dire la loro. Andranno a votare, sanno come si vota e sono informate anche della doppia preferenza uomo/donna, novità di queste elezioni: «Per capire, però - spiega Gaia Petrucci - mi sono dovuta informare per bene». Poi, in un turbinio di situazioni reali, ecco la città di tutti i giorni: il motorino che si è spaccato in una delle troppe buche stradali, le zanzare a Torre del Lago («appena imbrunisce è il coprifuoco, con i bambini non si può uscire»), l'erba alta nei giardinetti («ci perdi i bambini»), la percezione «di non essere sicuri» se si lavora la sera e nel cuore della notte si fa ritorno a casa. Ad una delle due era stato proposto di candidarsi per queste amministrative, ma l'offerta è stata declinata: «Ora come ora la politica sporca le mani», è l'amara considerazione di Donatella Lotti.

La città ha poche pretese. E soprattutto le sue cittadine sono consapevoli dei limiti imposti dal momento. Per questo la richiesta a gran voce è una sola: mettere mano alle piccole cose che possono, però, portare un grande risultato. Perché Viareggio «se continua così morirà sicuramente». Parola di Pietro, alla soglia dei novanta ma aria da eterno ragazzo. Lo incontriamo insieme ad un amico: «Il voto? Prima di domenica chiederò a qualcuno a qualcuno a chi lo devo dare…» risponde con gli occhi che ridono. «M’hanno detto che se voto due uomini annullano la scheda..», gli fa eco l’amico e si scatena il dibattito.

Viareggino da cinque anni ma non residente, Alessandro Spadaro ha 29 anni: «Non posso votare ma non lo farei perché sono tutti della stessa pasta. Cosa chiedo ad un sindaco? Di curare l’interesse comune».

«Voto sempre lo stesso, ma non con entusiasmo»: Massimo Serra è di quelli presenti al richiamo delle urne e bene informato. Per Viareggio - ne è convinto - «serve il turismo giovanile che porta allegria». E basta «con le troppe limitazioni in questo settore!».

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