Il Tirreno

Versilia

L’addio a Valentina sulle note della Pausini

di Claudio Vecoli
L’addio a Valentina sulle note della Pausini

Tantissima gente ai funerali della ragazza morta nell’incidente all’Ostras All’uscita della bara gli amici lanciano in cielo palloncini bianchi e rosa

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VIAREGGIO. «In qualunque posto sarai, ci ritroveremo vicino, stretti l'uno nell'altro, oltre il destino». E' affidato alla voce e alle parole di Laura Pausini l'ultimo saluto a Valentina Prisco. Quando il feretro avvolto da rose bianche e palloncini colorati lascia una parrocchia di Santa Rita troppo piccola per riuscire ad ospitare tutti gli amici e conoscenti che sono venuti a salutarla, dagli altoparlanti della chiesa del Campo d'Aviazione risuonano le note di “Le cose che vivi”, uno dei brani più amati da Valentina e che le amiche del cuore hanno scelto come struggente accompagnamento musicale dell'ultimo atto di una vita troppo breve. “Perché non si può morire così a ventotto anni”, sussurrano tutti con gli occhi lucidi e la disperazione nel cuore.

E' difficile poter giustificare la morte di una ragazza che ha i migliori anni della propria vita ancora davanti e che tutti ricordano per l'entusiasmo e la gioia di vivere. Impossibile. Ci prova don Luigi nella sua omelia, spiegando che da ora per lei comincia un'altra vita, forse più bella. Ma il dolore in tutti è ancora troppo forte. Lo si legge negli sguardi di papà Carmine, di mamma Lisa, della sorella Lara. Ma la tensione aleggia palpabile all'interno della chiesa, fra i volti tirati come corde di violino e gli sguardi coperti da occhiali da sole per mascherare le lacrime.

Il momento più toccante si concentra però nel finale. Quando il cognato di Valentina e le amiche più care che erano con lei anche la sera dell'incidente che le è costato la vita, salgono sul pulpito per leggere i loro ricordi. «Non è successo niente. Ci stai solo aspettando da qualche parte, appena svoltato l'angolo», dice la prima amica che prende la parola. “C'è chi con Valentina ha perso una sorella, una cognata, una fidanzata, una amica”, ricorda Paolo, il compagno della sorella. E un'altra amica aggiunge: “Nella vita non è importante raggiungere un traguardo, ma viaggiare bene mentre si è in viaggio”.

Poi la bara bianca esce dalla navata centrale della chiesa di Santa Rita. E quando il feretro raggiunge il piazzale, i palloncini a pois bianchi e rosa e quello più grande a forma di cuore con su scritto Valentina vengono liberati nel cielo fra gli applausi di tutti.

ClaVecoli

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