Sicurezza
Il sindaco Buratti pronto al dietrofront sulla Casa della salute
Assemblea con il comitato di Caranna: «Chiederemo all’Asl di verificare se alla Croce Verde vi siano dei disservizi»
FORTE DEI MARMI. «Chiederemo all’Asl di verificare assieme a noi e a una delegazione di cittadini della Caranna se nell’attuale Casa della Salute alla Croce Verde le strutture esistenti soddisfano o meno tutte le esigenze, e valuteremo se c’è disservizio: in questo caso saremo noi ad aprire il fronte per ripensare questa soluzione». È la conclusione con cui il sindaco Buratti ha chiuso l’assemblea che il Comitato dei cittadini di Caranna aveva convocato al Bar Renzo per un confronto allargato con l’amministrazione. E confronto c’è stato, a volte dai toni aspri ma più spesso costruttivi degli stessi residenti, che hanno avuto l’opportunità di avere quasi il consiglio comunale al completo e la partecipazione anche della consigliere regionale Marina Staccioli.
Buratti ha tracciato con puntiglio la questione: «Calati i prelievi rischiavamo di veder chiudere il centro prelievi, invece unendolo alla Casa della salute entro fine aprile ci siamo garantiti la sua sopravvivenza».
Motivazioni incontestabili che però non hanno convinto quasi nessuno dei presenti, rimasti tutti dell’idea - ben espressa da Paolo Benedetti - che tutto poteva essere fatto, Casa della Salute compresa, ma collocata in Caranna. Contestato il Comune che ha ritardato ad aprire il dialogo con i cittadini della frazione e l’Asl – come ha rilevato Giammatteo Bertozzi - che ha portato tutto alla Croce Verde senza neanche prima adeguare i locali. E su questo aspetto sono state tante le lamentele: dai parcheggi al ticket da versare alle Poste, alla mancanza di spazi e ascensore per i disabili.
A dirimere la questione ci ha provato Staccioli che ha annunciato di aver fatto un’interpellanza con risposta scritta che dovrà chiarire ogni aspetto. «Ho telefonato a suo tempo al direttore ’Asl - ha detto - che mi ha detto che non è tanto un problema di quantità di prelievi il fatto che tutto sia finito in centro, ma piuttosto una questione di ubicazione non gradita a due medici da coinvolgere nella Casa della Salute».
Un altro aspetto molto dibattuto è stato anche l’eventuale ricorso legale contro il mancato rispetto della convenzione trentennale stipulata dall’Asl col Comune nel 2007 e al quale ha portato la sua esperienza anche l’avvocato Popper. L’Ufficio legale del Comune ha escluso però ogni possibilità di ricorso. Ipotesi in parte confermata anche da Popper che però avrebbe voluto un comodato oneroso che a quel punto avrebbe permesso di chiedere oggi un risarcimento. Infine, molto interessanti le soluzioni per uscire dall’empasse. Soluzioni segnalate a nome del Comitato di Caranna da Massimo Lucchesi: «Nell’ex distretto il Comune potrebbe spostarci la sede della Multiservizi o trasferirvi il nido Madre Maria: oppure ci potrebbero venire i vigili urbani».
Tra le ipotesi quella del Centro Diurno per anziani.
Ma la soluzione che più ha sorpreso (e che è piaciuta al sindaco) è stata quella di trasferirvi la sede della Misericordia. Ipotesi avvalorata anche dal consigliere della Confraternita, Alessandro Bindi: «La Misericordia è disposta a trasferirsi in via Giglioli e anche a ospitare i prelievi».
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