Sicurezza
Oggi a Santa Rita l’ultimo saluto a Valentina Prisco
Il toccante grazie di un trapiantato per gli organi donati La sorella Sara: «Mai mettersi al volante dopo aver bevuto»
VIAREGGIO. Un lungo, interminabile fiume di gente. Giovani dell'età di Valentina, soprattutto. Ma anche amici di famiglia, clienti dello studio commerciale di Piano di Conca dove lavorava, vicini di casa di via Ciabattini alla Migliarina o chi l'aveva conosciuta quando ancora abitava a Bargecchia. Insomma, in tantissimi hanno fatto visita all'obitorio dell'ospedale Versilia per stringersi intorno a mamma Lisa e papà Carmine e alla sorella Sara dopo la tremenda tragedia che ha colpito la famiglia Prisco.
Un via vai continuo iniziato già nel primo pomeriggio, quando è stata aperta la camera mortuaria. E proseguita fino al tardo pomeriggio, quando la stanza che ospitava Valentina è stata chiusa. E non è difficile prevedere che oggi alle 15, in occasione dei funerali, la chiesa di Santa Rita che li ospiterà sarà gremita.
Tanti, poi, anche i ricordi che gli amici più stretti di Valentina hanno voluto lasciare sulla sua pagina di Facebook, dove campeggia la sua foto sorridente e una di gruppo con le amiche durante una festa.
Fra le visite più toccanti, quella di un amico di famiglia che di recente è tornato a vivere pienamente grazie ad un trapianto di reni. «Ci ha voluto ringraziare per il gesto di aver donato gli organi di Valentina – ha raccontato Sara, la sorella di Valentina – ma abbiamo semplicemente fatto quello che lei avrebbe voluto. E siamo felici di pensare che dalla morte di mia sorella possano rifiorire nuove vite».
Ma la tragedia accaduta sabato notte di fronte all'Ostras di Focette deve far riflettere anche su un altro tema di scottante attualità: quello della guida sotto l'effetto dell'alcol. L'investitore di Valentina – un trentenne di Firenze che era alla guida di una Golf – era infatti al volante con un tasso di alcol nel sangue superiore di più di tre volte quello consentito dal codice della strada.
«Se un insegnamento deve partire da ciò che è accaduto a Valentina – prosegue Sara Prisco – è quello che non bisogna bere. O, quantomeno, che se si beve non ci si deve poi mettere alla guida di un'auto. Vorrei che, almeno per questo, la sua vita non fosse stata spezzata inutilmente».
@ClaVecoli
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