Attenzione
Missione in Germania per chiedere il processo
Il sindaco Silicani sotto choc per il nuovo no della Procura di Stoccarda alla riapertura delle indagini sulla strage di Sant’Anna di Stazzema
STAZZEMA. Andrà in Germania per chiedere giustizia. Perché anche solo ipotizzare che nella morte di 560 tra bambini, donne, anziani innocenti non ci sia premeditazione è intollerabile. Michele Silicani, sindaco di Stazzema, non riesce a digerire la decisione della procura generale di Stoccarda di non riaprire le indagini sulla strage del 12 agosto del 1944.
Una decisione che segue l’archiviazione dell’inchiesta disposta dalla stessa procura nell’ottobre dello scorso anno e stabilisce che nella documentazione presentata dal legale di Enrico Pieri, superstite e ricorrente conto l’archiviazione, contenente anche lo studio dello storico Carlo gentile, non ci sono elementi per riaprire l’inchiesta. Di più: anche se la procura procedesse con una imputazione a carico dei 5 militari tedeschi ancora in vita ai quali, in Italia, è stata attribuita la responsabilità della strage, probabilmente verrebbero assolti durante il processo in virtù dell’assenza di premeditazione e di responsabilità individuali stabilita dai magistrati tedeschi.
«Ci sgomentano le argomentazioni che sono a sostegno di questa decisione, ovvero che non ci siano sufficienti argomentazioni che provino la premeditazione della strage - afferma Silicani - Sembra quasi superfluo dire che non poteva essere che pianificata una azione in cui sono rimaste vittime 560 persone, tutte donne, vecchi e bambini compiuta in meno di quattro ore. Questa decisione non rispetta il dolore dei bambini che sono sopravvissuti che videro uccise nella strage le loro madri, le loro sorelle e fratelli, nonni e i tanti amici con i quali non poterono più giocare. Penso che questi giudici non abbiano idea del dolore degli uomini che tornarono dopo aver trovato riparo nei boschi, temendo un rastrellamento, trovarono ad accoglierli solo i cadaveri delle mogli e dei propri figli. Quando vado a Sant'Anna di Stazzema penso a cosa sarei io se mi trovassi ad affrontare una situazione così, forse non avrei la forza di rifarmi una vita e morirei con loro».
«Ogni anno centinaia di tedeschi di tutte le età vengono da noi - scrive Silicani - la giustizia tedesca invece ha stabilito che non ci fossero gli elementi di premeditazione quando è stato provato contro ogni ragionevole dubbio che non fu una azione estemporanea, ma che quei reparti che hanno seminato morte su tutto l'Appennino Tosco Emiliano salirono con il chiaro intento di compiere la più atroce delle stragi e che cercarono anche di non lasciare testimoni. Chiederò al presidente tedesco Gauck e al cancelliere Merkel di essere ricevuto per portare a Berlino il mio sdegno e quello del Parco Nazionale della pace per quanto accaduto. Perdonare non significa dimenticare o cancellare le colpe. Sebbene la storia sia scritta, sarebbe stato giusto che anche un Tribunale Tedesco riconoscesse le colpe di questi criminali che finiranno i loro giorni da uomini rispettati e incensurati. Questo è un crimine contro l'umanità e i colpevoli devono portare addosso il peso delle loro colpe, prima di un giudizio che è anche più alto di quello degli uomini e di quello della storia».
ALTRO SERVIZIO A PAG. 10
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
