L’ultimo dono di Vale: espiantati gli organi
Intanto si aggrava la posizione dell’investitore: era al volante con un tasso alcolico tre volte superiore
VIAREGGIO. Travolti da un dolore improvviso e inaccettabile, non hanno comunque rinunciato all’ultimo gesto di generosità. E ai medici dell’ospedale di Livorno che hanno avuto il tremendo compito di annunciare la morte della loro figlia dopo un giorno e mezzo di agonia, Lisa e Carmine Prisco, i genitori di Valentina, non hanno esitato a dare il loro assenso per l’espianto degli organi. Organi che adesso serviranno a far rifiorire chissà dove altre vite. «Perché Valentina avrebbe certamente voluto così. E perché in qualche modo continuerà a vivere aiutando qualcuno che ne aveva bisogno», ha spiegato Sara, la sorella di Valentina, che ci tiene a ringraziare tutti coloro che si sono stretti intorno alla famiglia in un momento così difficile.
Intanto si aggrava la posizione del conducente della Golf che ha travolto la giovane vittima. L’investitore - un trentenne di Firenze che aveva trascorso la serata in Versilia insieme ad altri tre suoi amici anch’essi fiorentini che erano con lui a bordo della macchina - è infatti risultato positivo alla prova dell’etilometro con una concentrazione di alcol nel sangue fra 1,5 e 2. Ovvero da tre a quattro volte il limite massimo consentito dal codice della strada, visto che per mettersi al volante non bisogna superare lo 0,5.
Subito dopo l’incidente, interrogato dai carabinieri di Marina di Pietrasanta che hanno eseguito i rilievi, al guidatore era stata subito sospesa la patente mentre era scattata una denuncia penale per guida in stato di ebbrezza. Dopo la morte di Valentina, l’accusa più grave della quale dovrà adesso rispondere è invece quella di omicidio colposo.
«Io quella ragazza non l’ho proprio vista - ha dichiarato l’automobilista fiorentino ai carabinieri che lo hanno interrogato - è sbucata fra le altre automobili all’improvviso. Ho cercato di frenare, ma non sono riuscita ad evitarla».
Adesso saranno i rilievi effettuati la notte stessa e le testimonianze dei presenti a definire meglio la dinamica dell’incidente. E a stabilire con maggior precisione le responsabilità. (cla.ve.)
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