Il Tirreno

Versilia

Canoni schizzati alle stelle la protesta di bagni e locali

di Matteo Tuccini
Canoni schizzati alle stelle la protesta di bagni e locali

Aumenti fino a 60mila euro per le strutture sulla spiaggia acquisite dallo Stato Appello dei sindacati balneari al ministro Saccomanni: «Vanno ridotti subito»

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VIAREGGIO. Canoni schizzati alle stelle - con aumenti fino a 60mila euro all’anno - perché le strutture sulla spiaggia sono di proprietà dello Stato. Stabilimenti balneari, locali, ristoranti “incamerati” - così si dice quando vengono inglobati dall’Agenzia del Demanio perché definiti di difficile rimozione - si sono visti richiedere pagamenti per la concessione sempre più elevati. Qualche esempio in Versilia? Il bagno del Principe di Piemonte a Viareggio, il bagno Cristallo a Lido, la discoteca Bussola a Focette. E come loro altri.

Così i sindacati dei balneari Sib e Fiba inviano una lettera al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni per chiedere un intervento immediato, con l’obiettivo di ridurre gli importi.

«Stanno venendo al pettine i nodi di una norma del 2006 - si legge nella nota - sulla determinazione dei canoni demaniali marittimi che, con l’applicazione di spropositati valori immobiliari per le opere incamerate dallo Stato, ha portato quei canoni a valori tali da non poter essere corrisposti. Di conseguenza, oggi diverse centinaia di imprenditori in tutta Italia si trovano tra l’incudine di Equitalia e il martello della revoca della concessione demaniale perché non sono in grado di pagare migliaia di euro, pertanto rischiano di perdere la propria impresa e migliaia di dipendenti e collaboratori di restare senza lavoro. Siamo di fronte a veri e propri drammi che stanno portando all’esasperazione ed alla disperazione così tante famiglie mettendone in gioco l’avvenire e le certezze costruite con il lavoro di generazioni. Sono anni che le associazioni di categoria segnalano questa emergenza, senza ottenere nemmeno ascolto. Ora non è più possibile non affrontare e risolvere questo problema. Ci rifiutiamo di credere che lo Stato, per di più in un momento così drammatico per l’occupazione, diventi il “braccio armato” nella distruzione di imprese e, nel contempo, siamo determinati a difendere con ogni mezzo i tanti posti di lavoro, di esperienza, di qualità di una offerta turistica che non riguarda solo stabilimenti balneari ma anche alberghi, ristoranti, discoteche, bar e campeggi».

« Abbiamo chiesto al ministro del’'Economia Fabrizio Saccomanni e al viceministro Stefano Fassina - prosegue la nota - un incontro urgente per trovare assieme le necessarie soluzioni. Carte alla mano dimostreremo come si tratti di una situazione che le imprese non possono più reggere e la cui soluzione non può prescindere dalla volontà del Governo di porvi rapidamente rimedio prima che sia troppo tardi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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