Il Tirreno

Versilia

Venduti per 5 milioni i gioielli della Lollo

di Luca Basile

Non li indossa più da quando fa la scultrice e così ha deciso di metterli all’asta e finanziare, con il ricavato, la ricerca sulle cellule staminali

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PIETRASANTA. Quei 22 pezzi venduti pochi giorni fa all’asta di Ginevra, inclusi smeraldi e un bracciale di diamanti, Gina Lollobrigida li ha sempre custoditi con l’affetto e le attenzioni dovute ad un qualcosa che, al di là del valore economico - 5 milioni di euro - appartengono al proprio percorso di vita. Anche se quei gioielli, l'85enne attrice-scultrice-fotografa, che nel tempo ha scelto Pietrasanta come patria artistica, ha deciso di venderli al migliore offerente per «una buona causa».

«I gioielli hanno la funzione di donare piacere, e per tanti anni io ho avuto un enorme piacere ad indossarli. Adesso è tempo di dire loro addio» erano state le parole della Lollo prima che Sotheby’s mettesse appunto all’asta un discreto patrimonio di gioie che la Lollobrigida, agli albori degli anni '50, aveva acquistato da Bulgari. Con una parte del ricavato da destinare alla ricerca sulle cellule staminali.

«Mi ha commosso la storia della piccola Sofia. Ho pensato ai bambini come lei alle sofferenze delle famiglie. I miei gioielli possono servire per una cosa positiva. Di quelle che restano nella vita» aveva aggiunto l'attrice che da quando si è dedicata alla scultura, non ha più indossato diamanti e smeraldi.

«Uno scultore non ha bisogno di gioielli, e così ho deciso di condividerli con altri collezionisti. Nel farlo, ho anche la possibilità di aiutare una causa che mi sta molto a cuore: quella appunto della ricerca sulle cellule staminali e sui relativi trattamenti, che io credo dovrebbero essere disponibili per ogni bambino» le parole della Lollo che ieri, inutilmente, abbiamo tentato di contattare per un commento, a caldo, dopo l’esito, decisamente confortante, dell'asta.

In realtà la Lollobrigida dalle parti della Piccola Atene, negli ultimi tempi, si è fatta vedere abbastanza raramente: resta forte il rapporto con Franco Cervietti e il suo laboratorio artistico, così come, quando fa tappa in Versilia, si ferma obbligatoriamente nel suo atelier lungo la via Aurelia, là dove disegna, riflette e si riposa, a poche centinaia di metri dal centro storico di cui conosce ogni via e piazza, bottega o artigiano con cui confrontarsi in lunghe chiacchierate.

Schiva il giusto, con pochissima voglia di dilungarsi sui suoi trascorsi d’attrice, ma con marcato senso di appartenenza a Pietrasanta tanto da diventarne cittadina onoraria, prima e poi protagonista di una mostra estiva, fra piazza e Chiostro di.Agostino, dal tema emblematico, “Vissi d’arte”.

Quell’arte che oggi, complice i fasti di un passato con i contorni del mito, porta in dote una missiva di solidarietà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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