Il Tirreno

Versilia

PROPRIO COME NANNI MORETTI IN ECCE BOMBO

di LUCIANO MENCONI

Oggi avremmo dovuto pubblicare l'ultima della serie di interviste a tutta pagina che abbiamo dedicato ai candidati sindaci. Ma non possiamo farlo. Michele Di Santo, candidato della lista Moralità e...

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Oggi avremmo dovuto pubblicare l'ultima della serie di interviste a tutta pagina che abbiamo dedicato ai candidati sindaci. Ma non possiamo farlo.

Michele Di Santo, candidato della lista Moralità e libertà cristiana, si è negato. «Non ho tempo - ci ha detto e ripetuto per giorni e giorni - per dedicarmi alla campagna elettorale». E così dopo averlo inseguito per due settimane, averlo cercato al telefono e nel suo studio di consulente fiscale e tributario, ieri abbiamo dovuto desistere, rinunciando a completare il servizio con cui abbiamo inteso presentare alla città tutti coloro che chiedono il voto per amministrare il comune nei prossimi 5 anni.

È davvero un caso senza precedenti. Che un candidato sindaco non trovi il tempo per fare campagna elettorale, concedere interviste, farsi conoscere dalle molte migliaia di persone che ogni giorno leggono il nostro giornale è a dir poco curioso. E inspiegabile. A meno che a ordinargli di candidarsi non sia stato - chissà per quale motivo - il suo medico.

A lui, come agli altri 12 aspiranti sindaci, avremmo chiesto quali sono i punti cardine del suo programma, quali i progetti per rimettere in sesto i conti e l'immagine della città, quali le idee sulle tante questioni che interessano le famiglie e le imprese di Viareggio. E poi avremmo anche voluto chiedergli qualcosa di più personale, della sua vita privata, delle sue passioni, del suo carattere, attraverso domande più leggere, quelle che consentono di capire di una persona, delle sue idee e del suo modo di vivere molte più cose di tante dichiarazioni ufficiali.

Invece niente. Chi lo conosce ne apprezzerà le qualità, chi non lo conosce di persona dovrà in qualche modo affidarsi al sentito dire di chi ha la fortuna di frequentarlo o al ricordo - se ce l’ha - della sua precedente esperienza amministrativa (a fine 2009 era entrato in consiglio comunale al posto di Athos Pastechi grazie alle 64 preferenze raccolte col Pdl).

La sua potrebbe anche essere una strategia: nascondersi - come insegnava l’Ecce Bombo di Nanni Moretti - per farsi notare di più. Dato che c'è chi alle ultime politiche ha preso tanti voti senza mai andare in televisione, hai visto mai...

È comunque un peccato. Lui dice in giro - così ci viene riferito da chi partecipa alla competizione elettorale - che conta di poter incassare diecimila voti. Significherebbe, a occhio e croce, che è convinto di andare al ballottaggio. Nel caso, speriamo che trovi il tempo per fare almeno un po' di campagna elettorale e per parlare con la città anche attraverso i giornali. Giusto per non far correre il rischio a Viareggio di ritrovarsi un sindaco semisconosciuto.

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