Sicurezza
Collegio Colombo occupato, corteo in città
L’emergenza abitativa si fa ogni giorno più esplosiva. Presto un incontro con i candidati sindaci
VIAREGGIO. Visibili e udibili: gli occupanti dell’ex Collegio Colombo attraversano la città, sfilano sotto le sedi di Pd e Pdl, fanno sentire le proprie ragioni, raccontano quello che della città non si vuole vedere: l’emergenza casa. Una situazione drammatica, confermata ogni giorno negli uffici del sociale e dell’ufficio casa comunale. Dove le situazioni di illegalità tollerate da tempo si sommano ogni giorno alle esigenze reali di chi è rimasto senza un tetto o presto si troverà in questa condizione. Per fare piazza pulita delle illegalità - questa la stima di ufficio casa ed Erp - almeno un centinaio di nuclei familiare dovrebbero lasciare altrettanti alloggi popolari.
Ma alle porte del Comune premono situazioni vecchie nuove di bisogno reale: con buona pace dei troppi candidati sindaco che ripetono come un rassicurante mantra che la prima cosa che faranno sarà “tagliare la spesa sociale”. Ci sono gli anziani del “Camping del Lago” chiuso che non sapendo dove andare sono “sbarcati” al Colombo occupato: nessuno sa chi li avesse mandati al campeggio. Come nessuno sa chi ha sistemato le famiglie che vi vivono all’interno della struttura di via Cairoli. Ristrutturata dal Comune ed adibita dall’allora assessore Fantoni (Giunta Lunardini) a centro di accoglienza per genitori soli con figli minori (ma non solo).
Non c’è uno atto che certifichi la scelta operata. Se non le dichiarazioni fatte in grande spolvero agli organi di informazione locali.
Emergono quotidianamente situazioni di disagio, miseria, disoccupazione, lavoro perso ad un’età (anche 38 anni sono troppo) in cui un’occupazione è una chimera.
Per la prossima settimana le associazioni in assemblea all’ex Collegio Colombo hanno invitato i tredici candidati a sindaco: Rossella Martina (Viareggio tornerà bellissima), Paolo Spadaccini (Viareggio popolare) e Antonio Cima (centrodestra) hanno chiesto apertamente lo sgombero. Gli altri non hanno detto una parola: neppure la curiosità di incontrare gli “ospiti” della struttura dei quali si dovranno occupare inevitabilmente se siederanno sulla poltrona di primo cittadino.
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