Il Tirreno

Versilia

il dopo palio

Il Leon d’Oro rivuole i trofei

di Gabriele Buffoni

La contrada in cerca di riscatto dopo la squalifica dello scorso anno

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QUERCETA. Il Palio è appena passato ma le contrade hanno già iniziato a prepararsi per le prossime gare che risulteranno decisive per la Coppa Presidente: la competizione per il trofeo infatti è ancora molto aperta (almeno quattro contrade su otto sono in piena corsa per il titolo). Tra quelle che più ambiscono alla Coppa quest'anno sicuramente il Leon d'Oro: i giallorossi infatti ne avrebbero dovuto essere i legittimi detentori dalla scorsa edizione ma in seguito alla vicenda "doping", che ha colpito oltre alla Cervia proprio la contrada di Marzocchino, e alla squalifica che ne è conseguita, hanno dovuto cederla (insieme all'Alabarda d'Oro) alla Quercia. Il Palio 2013 dunque per loro è stata l'occasione perfetta sia per riscattare il proprio onore sia, materialmente, per riprendersi i premi che erano stati loro tolti a tavolino, tant'è che il Leon d'Oro è stata di fatto la contrada che più delle altre ha guadagnato da quest'edizione del Palio: prima posizione nel trofeo "Fratelli Meccheri" (anche se alla pari con il Ponte), prima nella classifica dell'Alabarda d'Oro (grazie alla seconda posizione conquistata sia nel tema che nella sfilata storica), la contrada giallo-rossa è riuscita quindi salire a quota 11 punti nella corsa alla Coppa Presidente (a soli tre punti dal Ponte in testa). «L'alabarda conosceva già la strada, è semplicemente tornata a casa- commenta scherzosamente il presidente Giuseppe Menchini- mentre il "Meccheri" è stato una vera sorpresa: non ce l'aspettavamo, ma i nostri ragazzi si sono impegnati moltissimo. Purtroppo invece per la Coppa ci mancano i punti della corsa in cui non ci siamo classificati granchè bene, ma siamo determinati a riprenderci anche questo trofeo».

«L’episodio che ci ha penalizzato duramente lo scorso anno- racconta Menchini- ha avuto su di noi un effetto particolare: invece di dividerci, di scatenare all'interno della contrada una "caccia al responsabile", ci ha unito. Abbiamo superato quel brutto periodo, ci siamo fatti forza e, pur con enormi sacrifici anche economici (il Leon d'Oro è stata l'unica contrada a introdurre ben 38 vestiti nuovi della sfilata quest'anno e a rinnovare completamente "il guardaroba" negli ultimi sei, ndr) adesso siamo decisi a riprenderci i nostri titoli».

Nonostante tutto però qualcosa è cambiato nel mondo delle contrade, come ha testimoniato anche questo Palio stranamente "pacifico".

«In realtà- spiega Menchini- è questo il vero senso del nostro Palio: nella gara siamo tutti avversari, ma finita la competizione si ritorna amici. Un episodio significativo c'è stato proprio domenica: eravamo a mangiare tutti insieme per festeggiare, quando è passato il carosello dei contradaioli della Lucertola. Sono venuti ai nostri tavoli, ci siamo un po' sbeffeggiati a vicenda, poi ci siamo salutati con un bel brindisi nonostante la "storica" rivalità tra le nostre contrade».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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