Il Tirreno

Versilia

La preside del Marconi: sgomberare il Colombo

di Donatella Francesconi
La preside del Marconi: sgomberare il Colombo

La dirigente scolastica sollecita un intervento «subito e non dopo le elezioni» Genitori, insegnanti, studenti: l’emergenza casa non si può scaricare sulla scuola

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VIAREGGIO. «Chiedo che finisca subito la situazione occupazione. E non dopo le elezioni». Katia Gonnella, dirigente scolastico dell’Istituto professionale “Marconi”, invoca lo sgombero dell’ex Collegio Colombo occupato da Unione inquilini e altre associazioni contro gli sfratti. Seminterrato e primo piano della palazzina che fu donata al Comune ormai anni ed anni fa sono in uso alla scuola, per il corso alberghiero. Cucine e sala, gli spazi dove gli studenti imparano ciò che farà la differenza quando si presenteranno al lavoro. «Diritto allo studio e diritto alla casa sono garantiti dalla Costituzione», continua Gonnella che dietro le spalle tiene il ritratto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Ma l’emergenza casa sopra una scuola non va bene». Ad ascoltarla un gruppo di studenti e la presidente del consiglio di Istituto, Katia Rogai, oltre ad alcuni insegnanti. In realtà la scuola vive da anni quella che Gonnella definisce «situazione di promiscuità». Perché l’ultimo piano, riconosce la stessa preside, «ha avuto varie vicende. Era stato destinato a foresteria per scuola equipaggi. Poi passato alla cooperativa Crea per foresteria destinata agli operai». Ma la scuola vuole quel piano per sè e lo chiede ormai da anni: « In questo anno - continua la dirigente - ho avuto contatti con il commissario Mannino ed il sub commissario Giambalvo sia per scritto che a voce. Ed ho esternato la necessità do spazi per un istituto in crescita». Nel frattempo, all’ultimo piano, hanno continuato ad abitare i nuclei familiari sistemati lì dal Comune, senza uno straccio di atto formale. E tutto intorno la pineta continuava a dare il peggio di sé: spacciatori, prostituzione, esibizionisti di fronte alle finestre delle aule. Con tanto di richiesta di intervento della polizia. Una situazione non facile.

Eppure è all’indomani dell’occupazione che Catia Gonnella parla di «situazione potenzialmente pericolosa e promiscuità non tollerabile. Non so chi sono queste sigle di chi ha occupato, non so chi sono queste persone...».

Lo sgombero invocato come occasione per risolvere una buona volta la situazione di una scuola difficile: 800 studenti, alunni disabili, alunni per percorsi di studio disegnati su esigenze particolari, ma anche il fiore all’occhiello di una città che di turismo vorrebbe continuare a vivere. «Se l’ex Collegio Colombo deve esser destinato all’emergenza abitativa - continua la preside - allora si trovino altri locali per l'alberghiero».

Quando i ragazzi prendono la parola lo fanno con frasi raggelanti: «Noi dobbiamo fare la maturità e non abbiamo tempo per pensare all'emergenza abitativa». La crisi è servita: a casa di molti di loro si stringe la cinghia, ma la guerra tra poveri fa più male della fame.

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