«Il vento mi aiuterà a superare il deserto»
L’ultimo messaggio di Mauro, gli amici che lo incitano. Poi dal web arriva l’annuncio della morte
MASSAROSA. «In questo momento sono a Santa Ana, buona pedalata e chissà che il vento diventi il mio alleato per superare il Desierto de Altar. Hasta luego». Questo è stato l’ultimo post inserito da Mauro Talini, il 12 maggio, nel blog in cui raccontava delle sue imprese. Ieri il segnale del sistema satellitare utilizzato dal ciclista diabetico impegnato nella traversata solitaria delle Americhe per segnalare il suo percorso continuava a pulsare, come un piccolo cuore, indicando una strada in mezzo al deserto. Puntando però sempre sulla stessa località, Santa Ana. Anche il conto dei chilometri purtroppo è rimasto a zero. Chi seguiva Mauro sapeva che ogni tanto quel segnale faceva i capricci. Così il suo silenzio era stato imputato alla mancanza di segnale in una zona desertica e magari alle difficoltà della traversata di quell’area arida tra Messico e Stati Uniti in cui cibo e acqua dovevano essere razionati. Poi all’improvviso - il 15 maggio alle 7,58 - un post da brivido, scritto dal Messico, in italiano, ma non da Mauro. «Purtroppo Mauro è stato ucciso in un incidente sulla Santa Ana-Altare, il corpo è in una casa funeraria a Caborca, Sonora, Messico». Subito dopo la richiesta di un contatto con i familiari per riportare il corpo senza vita a casa. Poco dopo l’associazione Padre Kolbe, dopo aver effettuato verifiche con il consolato, conferma la notizia. Da lì parte una serie straziante di messaggi. «Mauro non sarai mai dimenticato e tutti noi ti porteremo nel cuore come esempio di grande forza e di immenso coraggio». Un altro amico aggiunge: «Non volevi che ti chiamassi campione ed invece lo eri, nello sport e nella vita». La speranza è che ora l’esempio di Mauro pedali atutta forza via da quel deserto per insegnare a tutti a non arrendersi mai.
Gabriele Dini
Roy Lepore
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