Sicurezza
Strage, elemento nuovo sul tavolo del giudice
A squarciare la cisterna non fu un pezzo dello scambio: così la commissione ministeriale ai familiari
VIAREGGIO. Daniela, Marco, Silvano: tre volti, tre vite, tre storie di quella notte maledetta di quattro anni fa. Roma, sede della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie (ministero dei trasporti). La delegazione dei familiari è arrivata insieme ad un gruppo di avvocati, in rappresentanza anche del Comune, al presidente della Provincia e al suo consulente tecnico per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 e relativo procedimento giudiziario che vede 33 imputati. L’appuntamento è per ascoltare l’esito del lavoro della commissione di indagine sul disastro che chiude la seconda parte della propria relazione. Cosa ha squarciato la cisterna carica di Gpl? Un picchetto di regolazione delle curve, uno di quelli che Ferrovie nel 2001, con una propria disposizione, si riprometteva di sostituire con sistemi Gps di misurazione. Come ricordano i capi di imputazione formulati dalla Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala (affiancato in questa inchiesta dai pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino). Questa è la conclusione più probabile (90%) e soprattutto quella che torna sul piano delle geometrie del disastro.
«Eravamo in grande ansia - commenta lasciando la Capitale Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, accompagnata a Roma da Marco Piagentini e Silvano Falorni - perché siamo consapevoli dell’importanza del lavoro fatto dalla commissione che ha lavorato con grande accuratezza e con coscienza per arrivare alla conclusione che ci è stata illustrata».
Il 3 giugno si torna in aula per l’udienza preliminare che entra nel vivo. Sul tavolo del giudice Alessandro Dal Torrione l’esito del controverso incidente probatorio (per i periti del Gip a squarciare la cisterena è stato un pezzo di uno scambio), i risultati delle indagini della squadra Polfer (guidata dall’ispettore superiore Angelo Laurino) che ha operato per la Procura, il lavoro minuzioso del perito della stessa Procura, professor Paolo Toni (indagini e perito indicano il picchetto come responsabile). E l’esito del lavoro della commissione che il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, così giudica: «Il metodo scelto dalla commissione di indagine del ministero si caratterizza per l’ alta onestà intellettuale».
Donatella Francesconi
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