Il Tirreno

Versilia

Un fantino di Querceta correrà a Siena

di Gabriele Buffoni
Un fantino di Querceta correrà a Siena

Ferrari al settimo cielo per il trionfo nel Palio dedica la vittoria a Giuseppe Nardini

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QUERCETA. Ha vinto per il secondo anno consecutivo il Palio dei Micci riaffermando così la superiorità della contrada della Lucertola nella corsa degli asini: il fantino rosso-verde Francesco Ferrari si è riconfermato, da domenica, il “cavaliere del miccio” di Ripa.

Cresciuto nella frazione seravezzina e da sempre immerso nella vita della propria contrada, il vincitore del palio 2013 alleva e allena con la sua famiglia (proprietaria di una scuderia) anche il fedele miccio Centolire con cui ha ottenuto questi ultimi due successi: già dallo scorso anno per lui si sono aperte le porte di molte competizioni sia con gli asini che con i cavalli in tutta Italia e sembra che nel suo futuro ci siano anche tracciati più importanti come quello di piazza del Campo a Siena. Per ora il giovane Francesco si gode la gratitudine e i festeggiamenti che gli riservano in questi giorni i contradaioli della Lucertola che grazie a lui hanno potuto conseguire il decimo titolo al Palio. «Sto vivendo per la seconda volta un sogno bellissimo- dichiara - che è cominciato non appena ho tagliato il traguardo: è stata un'emozione davvero forte, soprattutto perché non ero partito molto bene. Mi trovavo posizionato male e di fatto ho iniziato la gara dalle retrovie; man mano che superavo gli avversari però- commenta emozionato- e sentivo la vittoria più vicina e possibile ho iniziato a crederci davvero e mi sono detto “o la va o la spacca”. Mi ha fatto particolarmente piacere poi che tutti dopo, colleghi e presidenti di altre contrade, mi siano venuti a fare i complimenti: una volta si può vincere per fortuna, la seconda decisamente no».

Il Ponte però ha presentato ricorso per un contatto alla curva del sorpasso. «Il ricorso è fasullo, e la Pro Loco l'ha riconosciuto- spiega Ferrari- a me è arrivato addirittura un calcio alla gamba, ma basta non toccarsi intenzionalmente tra fantini o fra micci e si rientra nel regolamento. Domenica non c'è stato niente di rilevante». Nel suo futuro sembra esserci ancora la Lucertola. «La Lucertola è veramente una famiglia per me- commenta - i contradaioli hanno sempre lavorato con me, mi hanno sostenuto, sono addirittura arrivati ad aiutarmi negli allenamenti: qui mi trovo benissimo e non sono un mercenario, se non mi mandano via di loro iniziativa io resto qua anche al prossimo Palio. Certo, bisognerà vedere se me lo lasceranno fare visto che domenica erano tra il pubblico anche due osservatori da Siena». Insomma un fantino di Querceta potrebbe disputare il Palio di Siena. «Sembra di sì, e ne sono onoratissimo perché non era mai successo: hanno detto che in un fantino come me hanno notato la malizia che stavano cercando».

Intanto per la vittoria di domenica ha una dedica speciale. «A Giuseppe Nardini, attivo contradaiolo del Ponte recentemente scomparso. Ho saputo che loro avrebbero dedicato a lui la vittoria, e dato che non possono farlo e che lo conoscevo e lo rispettavo molto, me ne incarico io più che volentieri».

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