Sicurezza
La storica casa di Michele Rosi rischia di crollare
CAMAIORE. I suoi guai, e quelli dei suoi vicini, sono iniziati circa 10 anni fa. Da quando semplici lavori di ristrutturazione diventarono la sopraelevazione di un piano. Da allora è svanito - dicono...
CAMAIORE. I suoi guai, e quelli dei suoi vicini, sono iniziati circa 10 anni fa. Da quando semplici lavori di ristrutturazione diventarono la sopraelevazione di un piano. Da allora è svanito - dicono i residenti - il clima che si respirava nel piccolo borgo Rosi. Le colline non si vedono più, le case hanno continui danni. La storia ce la racconta Silvana Galli, 84 anni, da una vita residente a Camaiore. «Vede dietro casa mia? Lì un tempo si vedevano le colline. Ora c'è un muro». Il muro di cui parla è la facciata di un palazzo attiguo alla casa della signora. Una facciata a mattoni, recente rispetto a tutto il borgo attorno, che risale a qualche secolo fa. «I guai iniziano 10 anni fa. I vicini partono con alcuni lavori e all'improvviso ci siamo trovati questo piano in più, che ha oscurato la vista delle colline». La donna - anche tramite il suo legale, l'avvocato Picchi - cerca in tutti i modi di opporsi a quell'intervento edilizio che ai suoi occhi sembra uno scempio. «Tutto è successo perché quella casa, invece di essere accatastata come le altre nel borgo storico, è considerata villetta anni '70. Ecco perché hanno permesso questi lavori». La donna è stata anche ricevuta più volte dal sindaco, Bertola prima e Del Dotto ultimamente. «Ma nessuno pare voler chiarire questa faccenda - dice la donna - anche se ora l'attuale sindaco ha ammesso che forse potevano essere controllate meglio le cose. Almeno è un segnale di apertura».
Ma non è solo una questione di panorama rovinato. Stando alla signora Galli la sua casa e quella di un altro paio di vicini ha subito gravi danni per la gettata di cemento armato che è stata fatta dietro le loro abitazioni. In casa la donna di mostra crepe nel soffitto, nelle pareti. Una scala è puntellata con alcuni tubi innocenti. Poi ci mostra dei segni di infiltrazioni d'acqua. «Da quando hanno costruito qui accanto - racconta - mi entra l'acqua dal tetto e dal caminetto. E' normale: l'edificio accanto è di un piano più alto di tutti gli altri palazzi della zona, e i suoi scarichi finiscono sui nostri tetti». La donna non si dà per vinta. «Continuerò la mia battaglia. Non è solo la mia casa a rimetterci: è un pezzo della storia di Camaiore ». Quella zona infatti prende il nome di Borgo Rosi non a caso. Lì abitò Michele Rosi. Del caso è informato anche il sindaco Alessandro Del Dotto. «In gran parte - dice -è una questione tra vicini di casa. Ma di sicuro noi controlleremo la parte che ci compete: ossia se tutte le cose sono state fatte in regola».
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