Il dolore
Acquisto di Villa Franceschi, 4 indagati
L’imprenditore Riccardo Fusi accusato di bancarotta: comprò la struttura per 10 milioni ma la sua azienda era in perdita
FORTE DEI MARMI. L’acquisto di Villa Franceschi da parte della socierà “Gr Partners” guidata dall’imprenditore Riccardo Fusi finisce nel mirino della procura. Secondo gli inquirenti Fusi, assieme ad altri componenti del cda dell’azienda (poi fallita nel 2012) a luglio 2008 spese parte del patrimonio della Gr, già in perdita, per acquistare il 100% del capitale sociale della società che gestiva il Franceschi al prezzo di 10milioni di euro. Per procedere all’acquisto la Gr si fece concedere un prestito da 15milioni di euro dalla Unipol . Secondo l’accusa parte di quei soldi furono utilizzati per finanziare un’altra partecipata. Per l’operazione - che la procura definisce “imprudente” - oltre a Fusi sono indagati anche Monica Manescalchi, Giancarlo Cecci e Vanni Bellincioni. Nell’inchiesta - che riguarda molte altre operazioni immobiliari in Lucchesia e nel resto della Toscana - in totale sono indagate sette persone con accuse come Bancarotta semplice e fraudolenta.
L’inchiesta riguarda le vicende di tre società del gruppo - la Alfieri, la Gr Partners e la Finmari - dichiarate fallite dal tribunale di Firenze il 6 giugno e il 12 dicembre2012.
Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal pm Luca Turco e condotta dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, venerdì sono scattate le perquisizioni agli uffici di Fusi. L’indagine è uno sviluppo degli accertamenti che la Procura di Firenze fece sulla cosiddetta “cricca”, procedimento per il quale (in relazione alla costruzione della Scuola marescialli di Firenze) Fusi è stato condannato a Roma in primo grado insieme ai funzionari pubblici Angelo Balducci e Fabio De Santis e all’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli.
Sempre per i filoni di quell’indagine, Fusi è indagato anche per le vicende legate al Credito cooperativo fiorentino che fu di Denis Verdini. Adesso la Procura di Firenze contesta a Fusi e agli amministratori delle tre società una serie di operazioni «imprudenti», come l’acquisto, da parte della Alfieri, della Manifattura tabacchi di Corte di Pulia a Lucca, «con un esborso complessivo di 8.700.000 euro», o di un terreno a Campi Bisenzio al prezzo di 7 milioni di euro. Per la Finmari, la procura contesta la bancarotta per la distrazione di circa 3 milioni di euro, somma «erogata quando la società versava in stato di insolvenza», in favore di Riccardo Fusi (589 mila euro) e di un altro socio (2 milioni e 472 mila euro) «quale restituzione di finanziamenti». La Btp il 5 agosto 2011 è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo.
La villa Franceschi è stato uno degli hotel storici di Forte e fu aperto dal fondatore della Capannina Achille Franceschi. La parte acquistata dalla società finita sotto inchiesta avrebbe dovuto essere trasformata in un hotel a cinque stelle. Ma quel progetto si è arenato da tempo.
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