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Versilia

La nautica vede nero: mercato al rallentatore e maxi commesse perse

di Donatella Francesconi
La nautica vede nero: mercato al rallentatore e maxi commesse perse

Due novanta metri portati a La Spezia per problemi di spazi La Fiom: tra i lavoratori cresce ogni giorno la disperazione

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VIAREGGIO. «Guardo negli occhi i miei colleghi in Darsena, e vedo solo disperazione». Daniele Dinelli, lavoratore di Polo nautico e delegato sindacale, oggi è uno dei tanti, troppi, cassintegrati. Reduce dall’assemblea dei lavoratori di Polo nautico di giovedì mattina, così racconta la nautica che una volta costruiva i giganti del mare.

«L’andamento del mercato sta rallentando»: sono le parole di Riccardo Cima, amministratore unico dell’azienda consortile nata dalla ceneri della Sec, orgoglio della nautica viareggina. Il dato è balzato, pesante, sul tavolo della riunione dell’assemblea dei soci di Polo nautico: «Se la fine del 2012 si era caratterizzata - continua Cima - per una certa “brillantezza”, nell’ultimo periodo il mercato ha mandato solo segnali di rallentamento. Lo racconta bene anche il fatto che nel fine settimana la nostra Darsena è deserta».

Eccola qui la città che lancia verso le urne ben tredici candidati sindaco e ventuno liste che li accompagnano nella corsa verso la missione impossibile: governare una città che sta esalando l’ultimo respiro.

«La crisi che c’è in Darsena è allucinante - continua Dinelli -: bisogna stare attenti per la tenuta sociale». I ribassi chiesti dai cantieri alle imprese degli appalti - sono i numeri snocciolati da Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom provinciale - «stanno raggiungendo percentuali che vanno dal 25 al 35%. Un segno meno che rimbalza direttamente sugli stipendi dei lavoratori». Ma non solo: il risultato è che le imprese locali, storiche, che applicano i contratti di lavoro «sono fuori mercato, a queste condizioni». Un’azienda dell’appalto che stia dentro le regole del contratto di lavoro nazionale - spiega ancora Pocai - «prevede paghe da 35 euro l’ora. Ma i cantieri chiedono di lavorare a 30. E così o si riducono gli stipendi o si alza bandiera bianca...». Il risultato, quando va bene - sottolinea Pocai - «è che ci si attesta su paghe che sono il minimo contrattuale: tra 8 e 10 euro l’ora lordi». Ma in darsena - è la denuncia della Fiom-Cgil - c’è chi lavora per paghe tra di3-4 euro l’ora.

Eppure dentro questa crisi che è sicuramente internazionale, oltre che italiana, ci sono dei paradossi che la Darsena e chi la governerà d’ora in poi devono affrontare, come si dice, “per le corna”. Recentemente - è l’allarme che il sindacato torna a lanciare - «sono sfumate due occasioni di costruire altrettante imbarcazioni dal 90 metri», Le commesse sono andare a La Spezia e a Viareggio resta l’amara riflessione sugli spazi che mancano, ma si potrebbero trovare, per inseguire la scia del mercato che tiene, quello dei super yacht.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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