Il Tirreno

Versilia

In carcere dopo l’aggressione alla ex

di Claudio Vecoli
In carcere dopo l’aggressione alla ex

I primi problemi fra i due già a settembre. Poi tanti episodi inquietanti. Fino all’assalto con l’accetta davanti ai carabineri

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VIAREGGIO. Adesso è rinchiuso in carcere a Lucca e dovrà rispondere di una lunga serie di reati che vanno dalle lezioni personali alla violenza privata, dal danneggiamento aggravato al porto abusivo di armi improprie. Giovanni Giordano, cinquantatré anni, originario di Bari ma da anni residente a Lido di Camaiore, è l'uomo che l'altro ieri ha pedinato, inseguito e poi cercato di colpire con un'accetta l'ex compagna. Bloccato prima che l'aggressione si trasformasse in una vera e propria tragedia proprio di fronte alla stazione dei carabinieri di Lido di Camaiore, dove la donna si era diretta a bordo della sua auto quando l'ex convivente ha cercato di farla finire fuori strada. Un uomo apparentemente “normale”, un rappresentante di commercio senza precedenti penali alle spalle. Ma che non aveva digerito che la donna dalla quale aveva avuto una figlia (che ora ha dieci anni) potesse averlo lasciato.

I primi campanelli d’allarme. I problemi erano sorti nel settembre dello scorso anno, quando le prime pressioni psicologiche dell'ex compagno avevano messo in allarme la donna. Ed erano partite le prime denunce ai carabinieri per stalking. La situazione si era però sensibilmente aggravata con l'inizio del nuovo anno, quando la donna – anch'ella originaria di Bari, ma di quasi diciotto anni più giovane – è stata vittima di un episodio che non è stato ancora del tutto chiarito.

L’auto incendiata. Subito dopo le feste, infatti, qualcuno a cui non è ancora stato dato un nome e un cognome, le incendiò la macchina parcheggiata vicino a casa mandandola letteralmente in cenere. Comprensibilmente spaventata per quanto accadutole e sempre sotto pressione psicologica per l'invadenza dell'ex compagno, la donna è stata messa sotto protezione dai carabinieri. Che le hanno trovato una struttura protetta dove è andata a vivere insieme alla figlia. Contemporaneamente, i carabinieri hanno cominciato a stringere sempre più il cerchio intorno all'uomo, per il quale era stata proposta anche una misura cautelare che da circa un mese è ferma al vaglio dell'autorità giudiziaria.

L’assalto con l’accetta. Venerdì la situazione è però definitivamente degenerata. Così come già anticipato sull'edizione di ieri, Giovanni Giordano ha pedinato la sua ex compagna mentre andava a prendere la figlia a scuola. Lei, nell'attesa dell'orario di uscita, proprio per evitare di fare brutti incontri di fronte alla scuola (come già accaduto in passato), ha posteggiato nel parcheggio di un centro commerciale di Lido non lontano. Ma, non sapendo di essere pedinata, è stata avvicinata dall'uomo. La situazione è subito degenerata. E la donna ha cercato di fuggire via in auto. Giovanni Giordano, però, l'ha inseguita e con un'accetta pressoché nuova che si era portato dietro ha mandato in frantumi i vetri dei finestrini della C3 della ex (e nella foga ha perso anche l'ascia che è caduta all'interno della vettura). Terrorizzata, la vittima è scappata via, ha cercato di sfuggire al suo aguzzino che nel frattempo l'ha speronata. Nelle concitatissime manovre, il rappresentante di commercio è andato a sbattere contro il cordolo di un marciapiede e l'auto sulla quale si trovava si è spenta.

La donna, dimostrando grande prontezza di spirito, si è così diretta alla stazione dei carabinieri di Lido di Camaiore. E appena arrivata di fronte, è scesa, ha suonato il campanello della caserma, e vedendo arrivare il compagno è scappata via a piedi. Il suono del campanello e le grida che provenivano dalla strada, fortunatamente, hanno richiamato l'attenzione dei carabinieri che sono usciti in strada. Ed hanno inseguito e bloccato l'uomo prima che potesse raggiungere la moglie e farle del male (nel frattempo, come dimostrano le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della caserma di cui pubblichiamo un estratto sul nostro sito, l'uomo aveva cercato di tornare in possesso dell'accetta caduta all'interno della Citroen C3 della ex).

Violento anche in ospedale. Ma la vicenda non si è chiusa qui. L'uomo, trascinato in caserma per essere perquisito e interrogato, ha estratto un coltello dalla tasca ed ha cercato di tagliarsi le vene del polso (ma, grazie all'intervento dei militari, se l'è cavata con una ferita non profonda). Accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Versilia, ha aggredito un medico e due infermieri. E a quel punto, dopo essere stato sedato, è stato arrestato e ricoverato nel reparto di psichiatria.

In carcere. Ieri mattina, in Tribunale a Viareggio, si è tenuto il processo per direttissima. Con l'avvocato difensore di Giordano che ha chiesto il patteggiamento. Ma il giudice, Gerardo Boragine, ha rigettato la richiesta ed ha rinviato il processo per direttissima al prossimo mercoledì 22 maggio. Nel frattempo, l'uomo è stato rinchiuso nel carcere di San Giorgio a Lucca dove resterà fino all'udienza.

ClaVecoli

IL FILMATO DELL’ARRESTO

RIPRESO DALLE TELECAMERE

DEI CARABINIERI

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