Sicurezza
L’ex ammiraglio: vidi nascere la torre
VIAREGGIO. Ha visto prendere vita la torre del porto di Genova quando comandava la Capitaneria del capoluogo ligure. E poi l’ha vista crollata, nelle immagini trasmesse dalla tv, oggi che da poco è...
VIAREGGIO. Ha visto prendere vita la torre del porto di Genova quando comandava la Capitaneria del capoluogo ligure. E poi l’ha vista crollata, nelle immagini trasmesse dalla tv, oggi che da poco è in pensione, sub commissario prefettizio in Comune dopo aver guidato le Capitanerie di tutta Italia. «In questi giorni - racconta l’ammiraglio Marco Brusco - con la mente sono andato indietro nel tempo per pescare nella memoria se mai avessi avuto segnalazioni di problemi o lamentele di qualsiasi tipo rispetto alla torre, al suo posizionamento, al rapporto col porto. Niente di niente».
Brusco conosceva molto bene Marco De Condussio, una delle vittime che indossava la divisa della guardia costiera: «Nel periodo in cui comandavo la Capitaneria di Genova lui era il titolare dell’ufficio locale marittimo di Lavagna, dove si trova l’approdo turistico più grande del Mediterraneo, completamente aperto alla città con tutti i problemi, anche di sorveglianza, che ne derivano. Lui era davvero in gamba». Ma Brusco conosceva bene anche Francesco Cetrola, 38 anni: «Era già un turnista all’epoca del mio comando. Era stato imbarcato, veniva dalla componente navale. Ho ascoltato i colleghi in tv parlarne con entusiasmo che condivido a pieno». Raffaele Chiarlone, uno dei feriti, aveva prestato servizio anche a Viareggio: «Era la fine degli anni Novanta - ricorda Brusco - e lo ricordo come un ragazzo biondo, vivace, vispo».
L’ex ammiraglio non azzarda ipotesi sul terribile incidente: «Ora a parlare sarà la scatola nera che è la chiave di volta di questa vicenda insieme all’esame del comportamento dei due rimorchiatori. Quello che è certo è che dal porto di Genova entrano ed escono anche navi più grandi e più lunghe di quella che è finita addosso alla torre abbattendola».
Navi che erano abituate a quella manovra, nel bacino antistante la torre-piloti: «C’è una sorta di “piazzola”, in mare, dove deve essere effettuata la manovra», spiega ancora Brusco con il cuore ed il pensiero «a quella che sento ancora la mia famiglia».
Donatella Francesconi
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