Lutto
Alberghi, Pardini striglia i colleghi «Datevi una mossa»
La manager del “Pietrasanta”: i clienti bisogna cercarseli «Non ci si salva scrivendo recensioni false sugli altri»
PIETRASANTA. «Faccio 70-80 voli all’anno, vado per fiere, incontri di settore, vedo agenti. I potenziali clienti bisogna andarli a cercare, spiegando chi siamo, cosa si propone, dove ci troviamo. La Versilia non è l’ombelico del mondo: se non ti promuovi, sei finito».
Barbara Pardini, amministratrice, general manager e direttrice dell’Albergo Pietrasanta, 4 stelle luxury situato in un palazzo del 17esimo secolo con vista sul centro storico, va oltre rassegnazione e disincanto che oggi si accompagnano alla crisi economica e turistica. «Il mercato, da qualche anno a questa parte, è decisamente cambiato: parlo per il nostro hotel, ma credo che il discorso possa riguardare un po’ tutti i settori. Non esistono più, o quasi, le prenotazioni fatte con notevole anticipo: il cliente ti cerca all’ultimo momento, sonda la disponibilità, confronta, sceglie. Così facendo diventa complicato fare previsioni, programmare, assumere: la sottoscritta, al Pietrasanta, può contare su uno staff altamente professionale che si mette sempre e comunque a disposizione, anche grazie ai contratti a chiamata: questa fase dei mercati impone sacrifici a tutti». Aspettare i clienti, insomma, è come trascinarsi in una lenta agonia. «Certo: gli italiani, in particolare dopo le elezioni, stentano anche a telefonare, figuriamoci a prenotare. Va un po’ meglio con l'estero. Per questi motivi, oggi più che ieri, vado a proporre i nostri pacchetti sui mercati stranieri, faccio un vero e proprio porta a porta. Una fatica, senza sosta, ma i risultati, alla fine, si ottengono».
Una volta il Pietrasanta occupava il 98% delle camere, oggi siamo oltre il 60% «ed è già un grande risultato - dice Pardini - Il cliente, in genere, non si limita al soggiorno in albergo e alla passeggiatina in piazza o al tuffo in mare: devi organizzare appuntamenti, gite nelle città, degustazioni, visite di luoghi caratteristici. Il rapporto di filiera, in terra di Versilia, deve essere valorizzato al meglio: così facendo, alla fine, lavorano un po’ tutti. Negozi, ristoranti, bar. E alberghi». E i russi? «Privilegiano il mare: vogliono proprio vederlo, sentirlo. Per questo preferiscono Forte dei Marmi. Pietrasanta la vivono meno, non ritengono la cultura la priorità della vacanza». A proposito di cultura: gli eventi proposti da Pietrasanta sono un input significativo alla voce turismo. «Certamente: la cultura e i suoi appuntamenti periodici sono fondamentali nei mesi di bassa stagione, ma anche in estate. Mi riferisco, per esempio, a Pietrasanta in concerto: in questo caso abbiamo già tutte prenotate le 20 camere dell'albergo. Anteprime Mondadori? Ha fascino, è un grande evento ma dal punto di vista delle presenze alberghiere incide relativamente». Poi Pardini passa ai rapporti coi colleghi. «Personalmente non faccio la guerra dei prezzi e ritengo una sana competizione fondamentale per il miglioramento delle proposte complessive. C’è poi chi si comporta in modo scorretto, scrivendo sui siti di settore recensioni false per screditare la tua attività. E questo è triste e dannoso per tutti». Infine, la questione delle stelle. «Noi abbiamo preferito puntare sui convegni, più che sulla quinta stella: abbiamo una sala con in dote 60 posti, ma possiamo anche contare sul Chiostro e il Musa per gli incontri: business e farmaceutica sono i nostri riferimenti. Il turismo congressuale, del resto, è un’opzione importante».
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