Sicurezza
Tre condanne e due assoluzioni per il crollo di Quiesa
MASSAROSA. Un imprenditore e due professionisti condannati a un anno e quattro mesi per non aver rispettato le norme per la prevenzione degli infortuni e sulla sicurezza. E il proprietario dello...
MASSAROSA. Un imprenditore e due professionisti condannati a un anno e quattro mesi per non aver rispettato le norme per la prevenzione degli infortuni e sulla sicurezza. E il proprietario dello stabile e un’altra professionista assolti.
Si è concluso così il processo di primo grado per il crollo avvenuto nel 2009 durante i lavori per la trasformazione in appartamenti di un vecchio frantoio a Quiesa. A essere travolto - restando ferito in maniera grave - è stato un operaio, Mihai Ungureanu.
Il giudice Nidia Genovese ha quindi accolto solo in parte le richieste della procura (ieri rappresentata dal pm Enrico Corucci) che si era espressa per cinque condanne.
Il giudice ha deciso per la condanna del'imprenditore Mariano Montemagni, titolare della ditta Pielle esecutrice dei lavori; del geometra Luca Sarti ,progettista dell'intervento; dell’ingegnere Luca Giannini, progettista e direttore strutturale dei lavori.
Per tutti la pesa è stata sospesa. I condannati - che adesso valuteranno se presentare ricorso in appello - dovranno anche versare una provvsionale di 40mila euro all’operaio.
Il tribunale ha invece accolto le richieste di assoluzione arrivate dagli avvocati Giacomo Ciardelli, Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno: per questo ha deciso di assolvere Andrea Larini, rappresentante della Gavisama, committente dei lavori e l'ingegnere Fabiana Di Giuseppe, coordinatore per la sicurezza.
L'operaio - rappresentato dall’avvocato Gabriele Parrini - fu travolto dai calcinacci caduti dopo il crollo di parte del tetto e 2 solai subendo ferite che hanno provocato un'invalidità del 40%. Altri due operai che stavano lavorando al frantoio riuscirono a mettersi in salvo prima del crollo.
Per la procura è stata la fretta a far accelerare i lavori sorvolando sulla sicurezza e rendendo instabile il muro portante del frantoio che poi ha provocato il crollo.(g.d.)
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