Sicurezza
Spaccatura in giunta dopo la revoca delle deleghe a Mattei
STAZZEMA. È ufficiale, l’amministrazione di centro sinistra di Stazzema si spacca, e perde Rifondazione Comunista. Finisce così un sodalizio durato 9 anni. Era stato proprio il Sindaco Silicani, ieri,...
STAZZEMA. È ufficiale, l’amministrazione di centro sinistra di Stazzema si spacca, e perde Rifondazione Comunista. Finisce così un sodalizio durato 9 anni. Era stato proprio il Sindaco Silicani, ieri, ad annunciare la revoca dell’assessorato a Patrizio Mattei (in forza a RC), parlando però di «proficuo chiarimento» tra lui e lo stesso Mattei, e di una scelta «convenuta» per andare incontro agli impegni lavorativi dell’ex assessore.
Ma a sconfessare questa versione sono gli stessi vertici di Rifondazione, Michelangelo Angeloni, segretario di Stazzema, Mario Navari segretario di Federazione, e Patrizio Mattei, che hanno accolto con stupore la decisione del primo cittadino. «Prendiamo atto, da un freddo comunicato, della fuoriuscita dalla giunta comunale di Stazzema dell'assessore e consigliere comunale del Prc Mattei – si legge nella nota di Rifondazione - Essendo l’unico nostro rappresentante all’interno dell’ente, tale scelta del sindaco Silicani costituisce l’estromissione del Partito della Rifondazione Comunista dalla maggioranza che da 9 anni è alla guida del comune di Stazzema. Ricordiamo che proprio grazie al nostro partito si prefigurò la candidatura di Silicani che invece molti attuali amici del Pd ostacolarono. Si prefigura nello Stazzemese una giunta monocolore “piddina”, per non dire post- democristiana. Ci viene naturale pensare che tale atto sia voluto per eliminare qualsiasi voce critica che possa disturbare il guidatore di turno: oggi Silicani; domani Maurizio Verona? Avevamo proposto alle forze che sostengono Silicani di aprire un ragionamento che coinvolgesse tutte le forze di sinistra e invece si è proceduto a chiudersi a riccio nella proprie sicurezze senza avanzare alcuna soluzione condivisibile. La ragione che viene presa a pretesto per far fuori Mattei – prosegue la lettera - è la questione lavorativa e gli impegni legati: ma si vuol forse dire che un operaio o un impiegato non può svolgere attività politica? Non siamo perciò disponibili a seguire le deleghe che ci sono state sottratte e valuteremo in consiglio comunale il da farsi su ogni singola proposta».
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