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Campo Rom senz’acqua e la soluzione non c’è

Campo Rom senz’acqua e la soluzione non c’è

TORRE DEL LAGO. Il campo Rom di via Cimarosa, gestito dal Comune, è senz’acqua e rischia di restare così a lungo. Con buona pace del primo caldo e dei bambini, anche neonati, che vi vivono, inseriti...

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TORRE DEL LAGO. Il campo Rom di via Cimarosa, gestito dal Comune, è senz’acqua e rischia di restare così a lungo. Con buona pace del primo caldo e dei bambini, anche neonati, che vi vivono, inseriti nelle scuole della frazione (provate a mandare i bambini in classe senza lavarli per giorni...). Il titolare del camping “Ecomar”, che dal Comune ha incassato cifre intorno ai 25mila euro per l’affitto del terreno (altro che sorveglianza...) ha chiuso la struttura. Ed anche il contatore dell’acqua. Di spostarlo neanche a parlarne: secondo gli uffici comunali servono 25mila euro e tempi lunghi. A nessuno sembra sia venuto in mente di risolvere con una voltura del contatore, decisamente meno onerosa e più rapida. È una missione impossibile anche questa? L’associazione Berretti bianchi e che segue il campo fin dalla sua apertura ricorda: «Riteniamo che la mancanza di acqua sia un problema di ordine pubblico e sanitario. Pertanto il Comune, interessando il Prefetto, deve esercitare tutti i poteri in suo possesso per garantire la fruizione di un bene vitale alla Comunità Rom».

Intanto, mercoledì sera sette candidati a sindaco di 13 che sono in corsa hanno risposto all’appuntamento proprio con i Berretti bianchi: serata ricchi di interventi - racconta l’associazione - «che hanno portato una corretta informazione su una realtà che solitamente viene affrontata attraverso pregiudizi e luoghi comuni, come quello che i rom sono tanti, che “ci invadono”. La Comunità Rom (considerando gli autorizzati nel campo ma anche quelli fuori) rappresenta appena lo 0,15 % in rapporto alla popolazione residente a Viareggio. Insomma, troviamo un Rom ogni 700 persone. Molti dei presenti hanno ammesso di non essere a conoscenza degli aspetti di cui l’associazione ha parlato, dei progetti che abbiamo in corso relativamente alla scolarizzazione e all'inserimento nel mondo del lavoro di una ragazza rom». Molto importanti sono stati gli interventi di alcune insegnanti presenti «che hanno confermato le difficoltà che spesso i bambini del campo sono costretti ad affrontare per andare a scuola».

Giudizio unanime è stato dato «sulla necessità di superare la collocazione del campo che presenta gravi criticità per la sicurezza dei suoi ospiti. Si è parlato della possibilità di percorrere la strada delle autocostruzioni per piccoli nuclei familiari, sull'esempio di alcuni comuni come Padova e Pistoia.Accordo unanime anche sull'imprescindibile necessità del rispetto dei diritti umani e sul fatto che sarà compito della prossima amministrazione elaborare serie politiche di inserimento della comunità Rom come previsto dalla Strategia di inclusione di rom, sinti e camminanti». (d.f.)

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