La manifestazione
Dal rinvio del Palio c’è chi ci perde e chi ci guadagna
Il presidente Burroni sdrammatizza ma per qualche contrada il cambio di programma sta provocando problemi
QUERCETA. «Non tutto il male vien per nuocere», dice il proverbio. Eppure sembra proprio che in generale per le otto contrade del Palio dei Micci la decisione di rinviare la manifestazione che, a causa del maltempo che ha imperversato domenica mattina (e che ha reso inservibile il campo dello stadio "Buon Riposo"), sono state costrette a prendere sia stata una scelta indigesta. Appare quantomeno dissonante dunque la filosofia del presidente della Pro Loco di Querceta Franco Burroni che, in merito al rinvio del Palio, dichiara: «Dato che ormai il tempo ci ha imposto di posticipare la manifestazione, ritengo che sia giusto fare buon viso a cattivo gioco; pertanto penso che le contrade debbano far tesoro di questa settimana in più in cui potranno fare nuove prove allo stadio per la sfilata e la scena e quindi perfezionare eventuali aspetti. Non mi sembra un'idea malvagia- spiega Burroni- dato che il maltempo che aveva preceduto il 5 maggio aveva impedito ad alcune contrade di svolgere tutte le prove necessarie».
Dunque, nonostante la delusione del rinvio, un bicchiere "mezzo pieno" da guardare sembra esserci anche in questo caso: ma la questione è ben più complessa di quello che appare e assume, caso per caso, sfumature decisamente differenti. «Era meglio averlo fatto domenica per quanto riguarda me e la mia contrada- dichiara senza esitazione Roberto Leonardi, presidente del Ranocchio - sotto ogni punto di vista. Già da lunedì siamo stati costretti a metterci attorno a un tavolo, cellulari alla mano, e a cercare di contattare nuovi figuranti che siano disponibili a collaborare con noi per il Palio di domenica: ci siamo ritrovati infatti a dover fare i conti con un gran numero di assenze, almeno 15-20 figuranti tra sfilata e tema che a causa di impegni inderogabili (comunioni, gite, oneri lavorativi...) non potranno più partecipare. Cercheremo di rimpiazzarle, ma non siamo sicuri di riuscirci per tutti. Altro grosso problema - continua Leonardi - è quello dei fantini che vengono da fuori come il nostro: per ogni rinvio c'è da pagare almeno un rimborso spese per il viaggio, se non si decide di farlo rimanere qui rimediandogli un alloggio. Di certo sono più le perdite che i guadagni».
«Egoisticamente parlando- commenta invece il presidente del Pozzo Massimo Balderi - io sono un po' più sollevato: il nostro miccio non stava molto bene di salute e certo non avrebbe corso al meglio nella gara se si fosse fatta domenica. Inoltre la possibilità di perfezionare ancora qualcosina riguardo al tema e la sfilata non ritengo sia affatto da buttare».
Più neutrale Amedeo Bonacci, presidente della Cervia, che dichiara: «Di sicuro c'è poco da guadagnare da questa settimana in più, come anche ben poco si rischia di perdere. Noi eravamo prontissimi a fare il Palio domenica, e certo la carica e l'entusiasmo di sabato sera scemeranno un po' in questi giorni. Ma sono sicuro che domenica, se tutto andrà bene e il Palio si farà, i miei contradaioli scenderanno in campo con la stessa grinta che avrebbero messo domenica scorsa».
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