Sicurezza
Estate senza eventi «Colpa del Parco e del Comune»
La rabbia dei commercianti: per 3 giorni di festa ci chiedono l’installazione di 24 centraline per monitorare i rumori
TORRE DEL LAGO. «Non mi sono stati presentati gli eventi dell’estate 2013...»: così nei giorni scorsi dichiarava Fabrizio Manfredi, presidente del Parco. La risposta dei commercianti della Marina non si è fatta attendere: 22mila euro di polizia municipale per 5/6 serate di eventi, circa mille euro a sera per la presenza dei vigili del fuoco, 20mila euro per installare impianti e strutture come richiesto. Oltre alle spese “normali” di suolo pubblico Siae, professionisti, Enel, e altro queste sono state le richieste del Comune per la scorsa estate. Roba da far passare la voglia a chiunque. Tanto che per quest’anno la richiesta non è stata rinnovata.
Ma non è finita qui. Perché il Parco, nel nullaosta con un lungo elenco di prescrizioni aveva chiesto l’installazione - a spese degli organizzatori degli eventi - di otto ricettori per il monitoraggio dell’inquinamento acustico. Sono le centraline come quelle a disposizione di Arpat che, però, interpellata dall’associazione “TorreViva” aveva riposto di non averne a disposizione. La prescrizione relativa alle centraline - spiegava il direttore del Parco che all’epoca era ancora Sergio Paglialuga - «scaturisce dalla verifica dell’inquinamento effettivo nelle aree maggiormente tutelate che sono costituite dalle aree dunali con habitat aridi e zone umide poste ad Ovest del viale Europa, da quelle boscate e con zone umide poste ad Est del viale Europa ed infine dalla Riserva naturale a Nord di Marina Torre del Lago».
Il Parco chiedeva anche «la restituzione del miglior modello di propagazione del rumore, con i dati raccolti sia prima che dopo che durante gli eventi ad intervalli regolari e nelle tre aree individuate».
Il posizionamento degli 8 ricettori dove avvenire per tutte e tre le aree interessate: con il risultato di 24 centraline installate unicamente per il monitoraggio del rumore in un periodo di tempo compreso tra il 13 ed il 16 agosto, le giornate del tradizionale “Mardi gras”. Il rilevamento dei dati doveva avvenire ad orari indicati dallo stesso parco: 21,30, 23,30, 01,30, 3,30, 5,30.
Le prescrizioni del Parco erano comprensive anche del ferreo «divieto di sconfinamento delle persone nelle aree esterne a quelle per le quali è richiesto l’evento indicato in planimetria, ossia lame/zone depresse retrostanti i locali, aree boscate e aree dunali (oltre la siepe fra il viale Europa ed il mare)». Un divieto che doveva essere “marcato” «tramite un’efficace delimitazione delle aree autorizzate per l’evento, quali barriere fisiche e/o controllo diretto con personale addetto». Prescrizioni basate su una considerazione centrale per il Parco: «Le attività richieste non sono previste dagli strumenti pianificatori». I locali, però, non sono certo piovuti dal cielo...
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